Un direttore d'orchestra spiega cosa fanno le sue mani durante un concerto

Un direttore d'orchestra spiega cosa fanno le sue mani durante un concerto

Anche i semplici appassionati di musica classica sanno che il direttore d’orchestra ha il ruolo di preparare i suoi musicisti prima di un concerto e di “condurli” durante l’esibizione. Non a caso in inglese si chiama conductor. Ma in che modo li guida?

Vediamo i direttori d’orchestra, qualcuno più qualcuno meno, dimenarsi energicamente con la bacchetta in mano sul podio. Ma come dobbiamo leggere questi movimenti?

Gustav Mahler saltava sul podio e agitava la sua bacchetta travolto dalla musica. Con gesti delle braccia molto larghi. Mentre Richard Strauss era solito muovere la bacchetta con dei micro spostamenti, quasi impercettibili, senza rispecchiare apparentemente “l’ampiezza” della musica che stavano suonando i musicisti.

Tutti i direttori mettono in mostra, come l’ha chiamata il maestro James Gaffigan, la loro “arte anticipatoria”. Contattato dalla redazione di Vox, James ha spiegato in pochi minuti, ma in maniera chiara, il ruolo del direttore. Il modo in cui bisogna leggere il movimento delle sue mani, e lo stile dei più grandi della storia.

Non è facile però descrivere in poche parole quest’arte, perché strettamente legata al sentimento della musica che genera. Non possiamo parlare di una bacchetta come di un “freddo strumento”, di una specie di telecomando: piuttosto di un prolungamento del braccio.

Il ruolo del direttore d’orchestra, dice James, è quello di “organizzare la musica e tenere il tutto sotto controllo”. Il grande compito del direttore d’orchestra è quello di ridare giustizia al lavoro del compositore che si sta suonando.

Gaffigan la chiama arte anticipatoria perché quello che fa sul podio il maestro è anticipare quello che gli strumenti suoneranno. Tenere una bacchetta può sembrare un po’ strano, ammette Gaffigan (ci sono direttori, specialmente di coro, che preferiscono usare soltanto le mani). Ma ha un suo preciso significato.

Il movimento delle mani di un direttore d’orchestra

La mano destra, quella che generalmente regge la bacchetta (non sempre, visto che ci sono anche direttori d’orchestra mancini), tiene il tempo. Segnando una croce in aria, il direttore conta “uno, due, tre e quattro”. Se il tempo è dimezzato, anche il movimento sarà ridotto.

La mano sinistra, invece, ha un ruolo molto più complesso ed espressivo. È più libera di muoversi. Può sottolineare un passaggio di archi, ad esempio. In particolare sono gli strumenti ad arco a seguire attentamente il movimento della mano sinistra del direttore d’orchestra, e reagire di conseguenza. Se le mani si muovono sinuosamente il suono sarà più “rotondo”, se invece i gesti sono sincopati, si otterrà un suono più spigoloso.

Le percussioni hanno bisogno di chiarezza, devono sapere quando entrare in scena. Un percussionista può suonare anche soltanto una nota all’interno di una sinfonia ma deve sapere quando farlo. Il ruolo del direttore diventa cruciale per lui. 

Lo stile dei più grandi direttori d’orchestra

Alla fine del video, Gaffigan spiega lo stile di alcuni direttori d’orchestra. Cominciando da Leonard Bernstein, uno dei più grandi della storia. Non soltanto come direttore d’orchestra, ma anche come pianista e compositore. Quando lo si vede sul podio è travolgente. Il ritmo penetra dentro di lui, sembra scuotersi tanto è percorso dalla musica. Un”energia che gli ha permesso anche di condurre un’orchestra senza mani, usando soltanto le espressioni del suo volto.

Herbert von Karajan era un cultore del bel suono. Se ascoltiamo le sue più belle registrazioni, si può apprezzare questa cura del suono dall’inizio alla fine. Durante le sue direzioni aveva spesso gli occhi chiusi e sembrava accogliere e trattenere a sé quel suono tra le braccia, rannicchiato sul podio.

Carlos Kleiber sembrava invece possedere una bacchetta magica, dice Gaffigan. La sua direzione era fantastica, gioiosa. “Costruiva delle trame laddove non ce n’erano di apparenti”. I suoi movimenti erano sinuosi, delicati e ampi.

Gaffigan, chiudendo il video, ammette di non credere che il ruolo del direttore d’orchestra debba essere sopra le righe. Come ogni tanto si vede. Non deve mai sostituirsi alla musica. Il direttore non deve attirare l’attenzione del pubblico su di lui. Le persone sono lì per la musica, non per lui e il direttore deve aiutarli a concentrarsi su questa.

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