Fabrizio De André, guida per principianti

Fabrizio De André, guida per principianti

Qualche tempo fa abbiamo realizzato una guida dell’opera di Bob Dylan: forse il più grande cantautore americano di tutti i tempi. Questa volta, invece, vogliamo concentrarci sull’artista italiano che più di tutti, per lo stile e per la bellezza e l’impegno sociale dei suoi testi, ricorda Dylan: Fabrizio De André.

In realtà, già tempo fa ci eravamo occupati di questo grandissimo cantautore, elencandoti le sue canzoni meno note, ma non per questo meno belle. Stavolta, però, vogliamo concentrarci sull’immagine completa che De André ha saputo occupare nel panorama musicale italiano.

La vita

Fabrizio De André nasce a Genova nel 1940, da una famiglia mediamente agiata grazie alle iniziative imprenditoriali del padre Giuseppe.

I primi anni della sua vita li trascorre a Revignano D’asti, dove la famiglia De André vive da sfollata durante il periodo bellico, in una cascina acquistata dal padre. Tornato a Genova, Fabrizio inizia a frequentare le elementari in un istituto di suore, per poi passare alla scuola pubblica.

Il suo comportamento controcorrente e ribelle, che rifiuta l’ordine costituito già dall’infanzia, obbliga i genitori ad iscriverlo ad un severo istituto diretto dai gesuiti. Dopo la fine delle scuole media, si iscrisse poi al liceo classico “Cristoforo Colombo”.

Durante l’adolescenza De André si appassiona alla musica, nonostante provi astio per gli sforzi del padre nell’obbligarlo ad imparare a suonare il violino. Ma questo è solo uno degli attriti che dividono De André da suo padre: il rapporto fra i due è burrascoso, e a 18 anni lascia la casa dei genitori.

Si iscrive all’università di Genova e segue corsi di Lettere e Medicina prima di iscriversi a Giurisprudenza: ma nei primi anni di università conduce una vita decisamente sregolata. Frequenta in questo periodo gli amici Luigi Tenco, Gino Paoli ed Umberto Bindi, che lo introducono alla musica jazz, ed amplia così la sua visione della musica, avvicinandosi a quella che è la sua vera vocazione. Per sbarcare il lunario, insieme all’amico d’infanzia Paolo Villaggio, inizia ad esibirsi sulle navi da crociera. A sei esami dalla laurea, abbandona gli studi per dedicarsi definitivamente alla musica.

Nel 1962 incide i primi due brani con l’etichetta Karim, di cui è socio anche il padre. Il primo vero album inciso in studio, invece, è Volume I, del 1967. Inizia da qui la sua carriera di cantautore, che lo porterà ad incidere 13 album in studio in 29 anni.

L’impegno politico dei suoi testi, lo ha reso un personaggio controcorrente piuttosto scomodo nel panorama artistico italiano, tanto che dal 1969 al 1979, anno in cui viene rapito insieme alla compagna storica Dori Ghezzi (poi sposata nel 1989) dall’anonima sequestri, viene spiato dai servizi segreti perché ritenuto un individuo potenzialmente sovversivo.

Nell’agosto del 1998, durante le prove di un concerto a San Vincent, l’artista ha un malore sul palco, e durante il ricovero successivo gli viene diagnosticato un carcinoma polmonare. Muore a Milano l’11 gennaio 1999, in una clinica dove era stato ricoverato per le ultime cure.

Ascolto

Nonostante il suo disco di debutto in studio sia del 1967, De André aveva già pubblicato nel 1966 con l’etichetta Karim una raccolta delle canzoni che aveva composto dal 1961 fino ad allora. Fin dai primi lavori di De André, si nota la peculiarità dei suoi testi (anche se l’artista ha quasi sempre collaborato con altri scrittori per la scrittura dei suoi brani) e la profondità della sua voce.

Nel 1964, ad esempio, incise una delle canzoni che più lo hanno reso famoso, e che fu poi anche interpretata da Mina: La Canzone di Marinella.

Il periodo più prolifico dell’autore, però, fu quello che va dal 1968 al 1973.

Lasso di tempo in cui De André, con la collaborazione di diversi autori per la realizzazione dei testi, pubblica cinque album: una specie di compendio, che va da Tutti Morimmo a StentoStoria di un Impiegato, dello stile e dei testi politici ed esistenziali per cui è diventato famoso questo cantautore.

L’album del 1973, in particolare, scritto insieme a Giuseppe Bentivoglio, è un concept album che la racconta la storia di un impiegato durante il maggio del 1968.

Dopo questo disco, che venne accolto molto male dalla critica, De André decise di interrompe la collaborazione con Bentivoglio. E nel 1975 ne iniziò una con Francesco DeGregori: collaborazione che lo spinge anche alla sperimentazione.

Dopo questa parentesi, la carriera di De André prosegue in modo tutto sommato omogeneo: pubblicherà altri cinque album, di cui l’ultimo, Anime Salve, nel 1996. Album che arricchiscono la sua immensa distesa di pezzi che sono entrati nella storia della musica italiana.

Immagini: Copertina