Fryderyk Chopin, guida per principianti

Fryderyk Chopin, guida per principianti

Chopin è uno dei musicisti classici che più ha avuto fortuna fino ai nostri giorni. Nonostante abbia eseguito pochi concerti pubblici, ma si sia espresso, soprattutto, all’interno di salotti privati, le sue composizioni, lo spirito passionale, il sentimento evocato hanno riscontrato un successo di pubblico pressoché totale. Oggi i suoi notturni, i suoi studi e i walzer accompagnano spesso opere cinematografiche di altissimo livello. Per citare soltanto un film, su tutti, basti ricordare la splendida scena de Il pianista di Roman Polanski in cui il protagonista Adrien Brody esegue un notturno.

Parlare del talento e l’importanza di Chopin nella cultura musicale è compito difficile, noi ci abbiamo provato, riassumendo le tappe fondamentali della sua vita e una breve guida all’ascolto delle sue opere più note.

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La vita

Chopin nasce a pochi chilometri da Varsavia, il primo marzo del 1810 in una famiglia di musicisti. Si avvicina al pianoforte da giovanissimo, è il suo primo insegnante di musica a rendersi conto dell’enorme talento. Ancora bambino, Chopin si fa conoscere nei salotti di Varsavia. Si concentra soltanto sulla musica, a scuola i risultati non sono dei migliori e la sua salute inizia a tormentarlo.

A neanche 18 anni scrive la sua prima composizione, così i genitori si convincono a fargli seguire a Varsavia lo studio dell’armonia e del contrappunto. Si innamora così di Bach, un sentimento fortissimo che lo accompagnerà per tutta la vita. I maestri rimangono estasiati dalla sua bravura e annotano spesso nei giudizi “genio della musica“.

In seguito a scontri e rivolte in Polonia, la famiglia si trasferisce a Parigi, il padre è di origine francese, e da quel giorno Chopin non tornerà più nel suo amato paese. Quello che lo lega alla Polonia non è un spirito patriottico politico, ma un sentimento romantico. A Parigi, si guadagna da vivere soprattutto grazie alle lezioni di pianoforte. Alla fine degli anni ’30 conosce la scrittrice George Sand, più grande di lui, con la quale andrà a convivere insieme ai suoi due figli. Inizia una relazione che durerà 7 anni. Quando lei lo lascia, Chopin cade in una fortissima depressione che accelera il corso della sua malattia. Muore il 17 ottobre del 1849.

Al suo funerale c’erano più di 3000 persone. Il suo corpo è sepolto nel cimitero francese di Père Lachaise, ma il suo cuore si trova nella chiesa di Santa Croce a Varsavia.

Ascolto

La grandezza di Chopin si misura anche dal fatto che in vita ha composto quasi esclusivamente per un solo strumento, il pianoforte. Fatto anomalo per un musicista così celebrato. I vari tipi di composizione però rivelano un gusto raffinato e brillante: mazurchepreludi, notturni, valzer, sonate ecc.

Tra le sue opere più importanti c’è sicuramente La caduta di Varsavia, scritta nel 1831. Chopin l’ha composta a Stoccarda durante la fuga dalla Polonia, venuto a sapere di una rivolta dei suoi compatrioti sedata col sangue da parte dello zar. Il pezzo, di neanche tre minuti, è intenso, caratterizzato da un inizio ben scanditoforte e ricco di pathos. Il finale è molto originale, invece di una prevedibile coda trionfalistica, termina con un unisono a due mani e quattro accordi potenti.

La Polonia è l’oggetto del desiderio costante di Chopin. Si possono scorgere i richiami sentimentali nel tipo di composizioni scelte, come le mazurche, rievocazioni del folclore. Questo pezzo, l’opera 53, chiamata successivamente l’Eroica, è una polacca, tra le composizione più ammirate di Chopin. Un’opera molto difficile da eseguire che richiede competenze da grande virtuoso.

La raccolta di opere arrivata fino a noi con maggior fortuna è sicuramente quella dei notturni. Nell’opera di Chopin ce ne sono di molti tipi, dai più luminosi a quelli più malinconici. Chopin lavorava a questi notturni con uno scrupolo infinito sempre insoddisfatto e in cerca della perfezione. Maurizio Pollini, grande esecutore di Chopin, ha definito i notturni come “un riflesso competitivo ed esistenziale, quasi un diario intimo che attraversa tutta la sua vita”. Tra i più intensi e immortali c’è sicuramente il notturno dell’opera 62. Qui in una grande interpretazione di un altro magnifico pianista italiano, Aldo Ciccolini.

Immagine via Flickr