Giorgio Moroder, guida per principianti

Giorgio Moroder, guida per principianti

“Quando avevo quindici, sedici anni ho iniziato seriamente a suonare la chitarra. Volevo diventare un musicista. Ma era quasi impossibile realizzare un sogno così grande. Non avevo nessuna possibilità, dato che vivevo in una piccola città.”

Le nuove generazioni conoscono Giorgio Moroder grazie ai Daft Punk. La citazione qui sopra fa parte della loro canzone Giorgio by Moroder. Il duo francese ha scelto proprio la voce e il suono di Moroder per raccontare il musicista italiano.

Nell’ambito della musica disco e più in generale dell’elettronica, Moroder, con quei baffoni alla Frank Zappa e gli occhiali da sole, è stato uno dei pionieri del genere, uno dei più importanti, uno dei più innovativi.

Giorgio Moroder: un dj ladino

Moroder nasce a Ortisei nel 1940, in Val Gardena. Lì Moroder è un cognome molto diffuso. “Viene da mureda“, spiega Giorgio: “che era la prima casa fatta con le mura invece che usando il legno. Da lì moreda, morida, moruder, moroder e così via”.

Nella provincia di Bolzano si parlano l’italiano, il tedesco e il ladino. Da adolescente si avvicina alla musica, come tutti, imbracciando una chitarra. Suona in alcuni gruppi della zona.

“Dovevo finire il geometra all’ITC di Bolzano. Dovevo fare un esame di riparazione a settembre, ma pochi giorni prima mi offrono un lavoro come musicista in Svizzera. Ho perso l’anno e sono partito due mesi dopo. Mai stato geometra”

Così ha raccontato nel 2014 al Wired Next Fest. (In quell’occasione ha anche detto che l’incontro più emozionante è stato quello con David Bowie, ora capiremo dove.)

Nel 1967, Giorgio si trasferisce a Berlino. Vuole sfondare nel mondo della musica. È un autodidatta. Inizia con lo scrivere canzoni per sé e per gli altri. Vestendo anche i panni di George, un cantante di musica leggera che nel 1970 parteciperà al Cantagiro.

Il periodo tedesco

I Kraftwerk sono il gruppo che lo influenza più di chiunque altro in questo periodo. Da Berlino si trasferisce presto a Monaco e conosce lo strumento che gli farà cambiare idea sulla musica. Il sintetizzatore. Abbandona il basso (che aveva sostituito la chitarra) per studiare il synth. Così racconta il suo colpo di fulmine.

Nel 1970 ero a Monaco, e un ingegnere di nome Robbie mi presentò un compositore classico che aveva questo nuovo incredibile strumento. Era una grossa macchina con cavi elettrici dappertutto, ed egli suonò per me una composizione che consisteva nella ripetizione di un tono basso che cambiava ogni mezzo minuto. Era questa la sua composizione! […] E io pensai ‘Wow, è fantastica’

In Baviera comincia la produzione di brani di grande successo. Che superano anche i confini nazionali. Tra i più importanti ci sono quelli realizzati in collaborazione con Donna Summer. Nel 1977 Giorgio va da Brian Eno e David Bowie (che a quel tempo stavano registrando Heroes) con un disco in mano. Si tratta di I Feel Love. Senza mezze misure dice: “Ho sentito il suono del futuro. Eccolo qui, non cercate oltre. Questo disco cambierà la musica da discoteca per i prossimi 15 anni”.

La storia gli darà ragione. Il singolo raggiunge le vette delle classifiche di mezzo mondo, e diventa uno dei brani più influenti della storia della musica elettronica. È forse la prima volta che una cantante viene accompagnata interamente con un sintetizzatore Moog. Pare che Bowie andasse pazzo per questo brano e lo portasse con sé negli studi di registrazione di Eno.

From Here to Eternity

Pubblicato nel 1977, oggi è ritenuto un capolavoro della musica elettronica. Tra i dischi più importanti degli anni settanta e non solo. Registrato in poco meno di un mese soltanto grazie all’uso di tastiere elettroniche e synth. “Otto tracce, otto piccole suite di pop-metallico”, scrive il giornalista Flavio Centofante: “dai potenti bassi decisi e dalle sorprendenti aperture vocali melodiche.”

Il mondo del cinema

Dalla fine degli anni Settanta e inizio anni Ottanta, Moroder si dedica sempre più al cinema. Compone The Chase nel 1978 per il film Fuga di mezzanotte che gli fa conquistare il primo di tre Oscar musicali.

Le altre due statuette arrivano con Flashdance (per What a Feeling) e Top Gun (per Take my Breath Away), e poi American Gigolò e Scarface. Oltre all’indimenticabile colonna sonora, scritta insieme a Klaus Doldinger, de La storia infinita.

Partecipa anche alla riedizione di Metropolis, in chiave moderna e rock. Si può sentire Love Kills, realizzata grazie alla splendida voce di Freddie Mercury dei Queen.

Gli ultimi successi

Dopo essere stato nominato Commendatore dal Presidente della Repubblica Ciampi nel 2005, e insignito del Grande Ordine al Merito della Provincia autonoma di Bolzano cinque anni dopo, nel 2012 collabora con i Daft Punk per l’album Random Access Memories. Remixa brani dei Coldplay, Tony Bennett e Lady Gaga.

Il 12 agosto 2016 è tornato a casa per un DJ set nel suo paese natale di Ortisei. Un concerto epico davanti a 12 mila persone che hanno chiesto e ottenuto tre volte il bis. “Giorgio Moroder is back”. Per l’occasione, ha donato i 13 dischi di platino vinti per Flashdance al Museo di Ortisei. Oggi molti giornalisti gli chiedono qual è secondo lui il suono del futuro. Lui risponde quasi sempre la stessa cosa: “Non lo so, e se lo sapessi non ve lo direi”.

Immagine via Wikipedia