Giovanni Allevi, guida per principianti

Giovanni Allevi, guida per principianti

Fra i giovani artisti e compositori del panorama italiano è difficile trovare un autore più controverso di Giovanni Allevi. Stimato da tanti, odiato da altri, il suo successo negli ultimi anni ha comunque segnato il mondo della musica classica italiana.

Recentemente, ad esempio, è stato sia osannato che criticato aspramente l’annuncio dell’ultimo lavoro di Allevi: la composizione dell’inno della Serie A, O Generosa! 

Per fare un po’ di chiarezza anche fra coloro che non conoscono bene questo artista, abbiamo pensato di realizzare una piccola guida alla sua opera.

La vita

Giovanni Allevi nasce ad Ascoli Piceno nel 1969, e dopo un’infanzia e un’adolescenza passate ad appassionarsi alla musica, nel 1990 si diploma in pianoforte al conservatorio F. Morlacchi di Perugia, e in composizione nel 2001 al Giuseppe Verdi di Milano. Nel frattempo allo studio della musica, affianca anche l’interesse per la filosofia, e nel 1998 si laurea anche in questa disciplina.

Durante il servizio militare, nel 1991, fa parte della Banda Nazionale dell’Esercito Italiano, come pianista solista. Durante la metà degli anni Novanta, inizia la sua carriera di compositore, vincendo svariati premi e concorsi.

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L’anno della svolta, per la sua carriera, è il 1997: anno in cui grazie alla segnalazione di Saturnino Celani, bassista di Jovanotti, Allevi viene preso sotto l’ala protettrice del famoso cantante. L’etichetta di Jovanotti, infatti, insieme alla Universal Italia, pubblica il primo album di Giovanni, 13 DitaL’album è un successo così Allevi avvia una collaborazione con Jovanotti, aprendo i concerti del tour L’Albero.

Nel 1998, Allevi realizza la colonna sonora del cortometraggio Venceremos, presentato al Sundance Film Festival: da qui in poi, compone altri otto album in studio, raggiungendo il successo del grande pubblico italiano ed internazionale e tutta una serie di onorificenze, fra cui la nomina di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 2011.

Ascolto

Autore di una produzione quasi solo pianistica, lo stile di Allevi, per sua stessa ammissione, è definibile “classico moderno“. È quindi un artista che ha sempre cercato di portare il classico nella contemporaneità.

Il suo suono spiazza per le melodie europee, senza allontanarsi però dalle basi del presente. E tutta la sua produzione, fin dagli inizi, ne è testimone. Come ad esempio in Il Sogno di Bach, traccia contenuta nel suo primo album, in cui sperimenta variazioni di ritmo e armonia.

Ma la stragrande maggioranza delle sue composizioni si contraddistingue per una melodia e un’armonia molto semplici. Questo l’ha portato spesso ad essere criticato da musicisti classici, più rigorosi, che gli rimproverano questo approccio “pop” definendolo un artista adatto solo al pubblico di massa. Il celebre violinista Uto Ughi, in un’intervista a La Stampa, ha definito le sue composizioni “musicalmente risibili” e “un collage furbescamente messo insieme”.

Allevi si difende spiegando che il suo è un modo nuovo di sperimentare il pianoforte e la musica classica.

Tra i meriti di Allevi c’è senz’altro quello di aver condotto un vastissimo pubblico verso un genere che altrimenti sarebbe rimasto appannaggio di una ristretta cerchia di ascoltatori. Allevi nei suoi tour in tutto il mondo detiene il più alto numero di presenze per la musica classica sia per pianoforte che per orchestra.

Celebre, ad esempio, è il brano inedito Aria. Dal suono tenue ma allo steso tempo accattivante.

L’innovazione contemporanea di Allevi, infatti, è quasi interamente improntata al minimalismo: che in parte mutua da una atmosfera anni Settanta alla Keith Jarrett, e in parte da certe inflessioni di Michael Nyman.

Il punto centrale, però, è che Giovanni Allevi negli anni ha sviluppato uno stile personale improntato sulla capacità di saper comunicare un’atmosfera attraverso la musica.

E sebbene le critiche degli affezionati ad una certa impostazione classica che un pianista dovrebbe seguire, i brani di Allevi restano comunque immediatamente riconoscibili.

Foto: Copertina | 1