Guido d’Arezzo, il monaco che ci ha insegnato a scrivere la musica

Guido d’Arezzo, il monaco che ci ha insegnato a scrivere la musica

Parentesi a parte della Scuola Siciliana, è ormai consuetudine dire che la lingua italiana sia nata in Toscana. Nella terra di colline e sobborghi medievali, però, è stato inventato anche un mezzo—riconosciuto a livello universale nel panorama musicale—che va oltre i confini nazionali. Si tratta dell’antesignano del moderno pentagramma musicale.

Se suoni uno strumento, sai benissimo che attraverso la lettura dei simboli che indicano note e durate in mezzo o tra le cinque righe del suddetto pentagramma, è possibile tramutare questi codici in melodie sempre diverse. Ma chi è il padre di questa strabiliante scrittura? A codificare la musica praticamente come la conosciamo oggi è stato soprattutto un italiano, un toscano per l’esattezza: Guido d’Arezzo.

Guido d’Arezzo, all’anagrafe Guido Monaco, è stato un monaco benedettino nato tra il 990 e il 1000. Ha vissuto la maggior parte della sua vita, per l’appunto, nella città del Casentino a cui tutti ormai accostano il suo nome. Una città famosa soprattutto oggi per le rievocazioni medievali che la rendono tra le più caratteristiche della zona. (Per chiarirci: hai mai sentito parlare della Giostra del Saracino di Arezzo? Con le dovute differenze, è una manifestazione simile al Palio di Siena.)

Prima di trasferirsi ad Arezzo, Guido viveva nell’abbazia di Pomposa, nei pressi di Ferrara. Lì, la sua attività principale è insegnare ciò che per i monaci dell’epoca è una sorta di scoglio insormontabile: la ritmica e la musicalità della tradizione gregoriana. A causa dell’invidia che suscitava per le sue innovative tecniche pedagogiche, però, il vescovo Tedaldo lo convoca ad Arezzo—una scusa soprattutto per proteggerlo.

Trasferitosi, Guido Monaco ha il tempo di approfondire i suoi studi e di ideare un nuovo sistema per leggere la musica, superando la vecchia notazione adiastematica (capace di restituire un generico movimento melodico ma non l’esatto intervallo fra i suoni). Inventa così il tetragramma: un rigo musicale composto da quattro linee, antesignano del nostro attuale pentagramma a cinque linee. Un’invenzione che ci permette di leggere, comporre e produrre musica da diversi secoli.

Se vuoi saperne di più su questo importante teorico musicale, potresti recarti a Talla, presunto luogo di nascita di Guido d’Arezzo, per visitare il Museo della musica dedicato interamente alla sua storia.

Immagine via Flickr