Iggy Pop, guida per principianti

Iggy Pop, guida per principianti

Se il punk, oltre l’anima, avesse anche un corpo siamo sicuri che sarebbe quello di Iggy Pop. Icona leggendaria della musica, James Newell Osterberg, fin da ragazzino sapeva che la sua strada era segnata. 

Inizia suonando la batteria in alcuni gruppi della sua scuola, proprio da uno di questi prende il suo nome d’arte: gli Iguanas. A metà degli anni sessanta incontra i fratelli Asheton e Dave Alexander; iniziando con loro ufficialmente la sua carriera da musicista. Fonda gli Stooges, con i quali pubblica tre album: l’omonimo del ’69, Fun House e Raw Power. Sono album che suonano duro, potente, come mai prima di allora: urlati, brutali ed energici.

Sono i tre album che daranno vita a un genere nuovo, il punk. Un movimento che avrà la discografia degli Stooges come un fisso punto di riferimento. “I Wanna Be Your Dog” è la canzone che avrà più fortuna, risuonata in numerose cover.

I live degli Stooges sono esplosivi: è Jim Morrison, il leader dei Doors, a ispirare Iggy sul palco. Preso confidenza con il proprio corpo, l’allievo supera presto il maestro: Iggy sul palco fa qualunque cosa, è lui a introdurre per la prima volta a un concerto lo stage diving.

A metà degli anni settanta stringe amicizia con David Bowie. Il Duca Bianco vuole incontrarlo personalmente. I due si intendono a meraviglia, tanto che quando la parentesi con la band finisce, Iggy parte con David alla volta di Berlino e inizia la sua carriera solista.

È Bowie ad aiutarlo nella registrazione dei primi due album, entrambi usciti lo stesso anno, il 1977. The Idiot e Lust For Life. Due capolavori.

Il successo del primo album è “Nightclubbing”, canzone che troverà infinita fortuna, anche anni dopo nella bellissima colonna sonora di Trainspotting.

Nel secondo album, più fortunato dal punto di vista commerciale, ci sono due delle sue canzoni storiche: “Lust for Life”, anche questa usata nella colonna sonora di Trainspotting, nei titoli di testa:

La seconda è “The Passenger“, una canzone che non ha certo bisogno di presentazioni. Il riff è diventato sinonimo di rock, uno degli standard da imparare per ogni chitarrista che si rispetti. Nella versione in studio durante il ritornello si sente la voce di Bowie.

Gli anni ottanta sono un periodo di sperimentazioni. Iggy disinteressato al successo commerciale si dedica alla musica e basta, provando innumerevoli strade. Gli album vanno dal blues, al rock, passando per l’elettronica. Questo è il video, in pieno stile anni ottanta, di “Real Wild Child (Wild One)” dell’album Blah Blah Blah del 1986, ancora una volta registrato con Bowie.

Negli anni 2000 senza rimanere indietro con i tempi, Iggy si adatta ancora una volta e collabora con molti musicisti più giovani di lui. Uno dei pezzi migliori è quello suonato con i Teddybears, autocelebrativo, che in una riga riassume chi è stato, chi è e chi sarà per sempre Iggy Pop: “Well, I’m a punkrocker, yes I am“.

Immagine via Flickr