Il concerto italiano prodotto con i suoni della terra

Il concerto italiano prodotto con i suoni della terra

Una delle qualità principali degli artisti sperimentali è quella di sapersi sempre rinnovare, non soltanto per quanto riguarda il proprio stile, ma anche per la concezione stessa dell’arte. Per esempio, esistono tantissime vie diverse attraverso cui è possibile fare musica.

Un team molto particolare, formato da geologi e musicisti italiani, ha deciso di lanciare qualcosa di veramente originale, almeno per quanto riguarda il nostro paese: dar vita a un concerto utilizzando soltanto i suoni prodotti dalla terra.
Molti spettatori, lo scorso maggio, sono saliti sul bordo della solfatara di Pozzuoli per assistere a una trasposizione musicale dei suoni del vulcano: un “jazz fatto di zampilli e lava“.

Il team musicale che ha dato vita all’iniziativa si chiama E-Mago: un progetto scientifico-musicale che ha come obiettivo quello di valorizzare le aree geologiche e naturalistiche italiane attraverso eventi artistici di ogni tipo.

“Questo è un progetto unico e innovativo perché riesce a coniugare l’aspetto musicale con quello scientifico”, ha dichiarato il professor Piergiulio Cappelletti, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università di Napoli “Federico II”.

L’evento è stato reso possibile dopo un sondaggio elettromagnetico all’interno del grande cratere della solfatara svolto da una equipe guidata dal geologo e geofisico Antonio Menghini. Quest’ultimo ha tradotto i segnali prodotti dal cratere in veri e propri suoni, i musicisti di E-Mago poi sono riusciti a suonare l’intero concerto armonizzandoli tra di loro.

Considerato l’entusiasmo del pubblico presente, incrementare questo tipo di iniziative artistiche potrebbe valorizzare non soltanto il nostro repertorio musicale ma anche il patrimonio naturalistico.

Immagini: Copertina