La più bella interpretazione del videoclip dei Radiohead

La più bella interpretazione del videoclip dei Radiohead "Daydreaming"

L’8 maggio dell’anno scorso è uscito il nono album in studio dei Radiohead: A Moon Shaped Pool. Come previsto ha riscontrato un grande successo di critica e di pubblico (vincendo svariati dischi d’oro, anche in Italia). A giugno, i Radiohead faranno visita al nostro Paese per due date, la prima a Monza e la seconda a Firenze.

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Thom e soci avevano anticipato l’album con due singoli, uno dei quali, ricorderai bene, era “Daydreaming“. Il videoclip, uscito il 6 maggio e diretto dal regista Paul Thomas Anderson (che aveva già collaborato con la band, in special modo con Jonny Greenwood) raggiunse un numero di visualizzazioni incredibile non soltanto per la bellezza della canzone e delle immagini, ma perché i fan volevano decifrare il suo significato.

Ci fu anche un lungo dibattito su Reddit in cui moltissimi utenti, cogliendo ora un messaggio nascosto, ora una chiave di lettura, condividevano le loro interpretazioni cercando di fare luce su questo video tanto suggestivo quanto oscuro.

“Quando lo vedi percepisci qualcosa, come fosse la punta di un iceberg […] ma devi rompere il ghiaccio per scoprire che sotto si nasconde un cuore, caldo, vivo e infranto“. A dirlo è stato Rishi Kaneria, un fan della band britannica, che ha creato un video, intitolato “The secrets of Daydreaming” in cui dà la sua interpretazione, tra tutte la più attendibile e bella.

Nel video si vede Thom, stanco e confuso, attraversare una serie di stanze come fosse un fantasma. Fino a uscire all’aria aperta e rifugiarsi sopra una montagna. A un primo sguardo le porte sono chiaramente una metafora delle scelte che si compiono nella vita, e aprirne una equivale a una conseguenza altrettanto precisa, perché non si può tornare indietro.

Ma c’è anche qualcosa di più profondo secondo Rishi. Quello che Anderson vuole raccontare è un momento preciso della vita privata  e professionale di Thom Yorke. I suoi 23 anni. 23 anni di Radiohead da una parte e 23 anni di relazione con Rachel Owen, la madre dei suoi due figli (morta qualche mese dopo la separazione dal cantante). 23 è un numero che ritorna spesso nel videoclip: ad esempio sono 23 le porte che apre Yorke.

Partiamo prima dalla relazione con Rachel. Il video è pieno di attrici femminili, quasi in ogni stanza troviamo poi “una madre”. Quando non c’è fisicamente, il riferimento a Rachel è un oggetto, un quadro, una foto.

Nella numerologia il numero della maternità è il 6. Ed ecco che anche questo numero ritorna spesso: 6 persone sedute nella lavanderia, 6 tazzine impilate sul muro, il numero di una stanza (123=1+2+3) oltre alla data di uscita del video, il 6 maggio.

Ma il videoclip è anche un tributo alla band ovviamente. Numerosi sono i riferimenti agli album precedenti dei Radiohead, raccolti con dovizia di particolari da Kaneria.

Nel finale, il momento più alto del videoclip, Thom entra in una caverna (che assomiglia molto a un grembo materno, specialmente per la posizione che assume rannicchiato vicino al fuoco) e sembra recitare i versi di Idioteque, una vecchia canzone della band (“Ice age coming/Throw it in the fire“), e il primo piano del suo viso ricorda quello di No Surprise, altro videoclip capolavoro della band.

Prima di arrivare alla montagna, se ci fai caso, Yorke non prende mai la porta con sopra scritto “uscita“. Anzi sembra fuggirle. Procede sempre dritto, quasi a dire che non si può tornare indietro (anzi, lo dice davvero nel pezzo: “Beyond the point/Of no return“).

Al termine della canzone, Thom dice (al contrario) “I’ve found my love” (“ho trovato il mio amore”) e “Half of my life“. E in questa metà della vita, ci si può soltanto aggirare nel passato come un fantasma, senza poter cambiare nulla, neanche tutto l’amore che c’è stato.

 Immagine via YouTube