La vita assurda dell'inventore del sax che rischiò di morire sette volte

La vita assurda dell'inventore del sax che rischiò di morire sette volte

Il sax è lo strumento jazz per eccellenza: pensa a Charlie Parker o John Coltrane. Due geni che l’hanno suonato e portato ai suoi vertici. Ma non è soltanto uno strumento jazzistico, il sax ha avuto fortuna anche nel rock, nel pop ed è stato suonato nella musica classica contemporanea.

[advertise id=”hello-amazon”]

Pensa però cosa sarebbe successo se non fosse stato inventato. Sembra un pensiero strano, ma c’è stato un reale rischio che il sax non venisse mai alla luce. Anzi più di unosette.

In questo video animato, realizzato da Great Big Story, viene raccontata brevemente l’incredibile storia del suo omonimo inventore che prima di creare lo strumento scampò alla morte sette volte.

Antoine-Joseph Sax, detto Adolphe, nacque a Dinant, in Belgio, nel 1814. Figlio di un costruttore di strumenti musicali, seguì le orme del padre e a soli 20 anni brevettò un nuovo modello di clarinetto basso. Ma è a 28 anni che Adolphe regalò al mondo della musica il sax. Uno strumento ibrido che appartiene alla famiglia dei legni ma che condivide alcune caratteristiche che gli danno un suono simile a quello degli ottoni.

Prima di inventare il sax, nell’ordine, lo sfortunato (o fortunato, dipende dai punti di vista) Adolphe, cadde dalle scale ruzzolando per tre piani. All’età di tre anni scambiò una tazza di acido solforico per latte. Venne ferito dall’esplosione di polvere da sparo. Si ustionò con una padella di ghisa bollente. Gli cadde una tegola in testa, lasciandogli una profonda cicatrice. Rischiò l’asfissia mentre dormiva, a causa di mobili verniciati da poco. E infine, mentre giocava con alcuni amici in un fiume, venne travolto da una corrente. Ma nonostante tutto questo sopravvisse, per dare alla luce il suo strumento, quasi fosse scritto nel suo destino.

All’inizio il sax venne accolto timidamente, il maggior apprezzamento arrivò da alcuni musicisti classici del tempo (tra cui Rossini). Adolphe morì nel 1894 in miseria. Lo strumento però aveva fortunatamente attraversato l’oceano ed era arrivato negli Stati Uniti, dove stava nascendo il jazz. Che oggi, meritatamente, gli ha dato un eterno riconoscimento.

Immagine via YouTube