"Sai cos'è l'Isola di Wight?" Storia di un leggendario festival rock europeo

Volevo vedere la casa del poeta Alfred Lord Tennyson.

Perché?

Così, per curiosità.

Bob Dylan, rilassatissimo, rispondeva così a chi gli chiedeva perché avesse deciso di ritornare a esibirsi, dopo la lunga pausa successiva all’incidente motociclistico, non a Woodstock ma in Inghilterra, al Festival dell’Isola di Wight del 1969—dove suonò davanti ai Beatles (tranne Paul) e altri artisti fra il pubblico di 150.000 persone: come David Gilmour, Keith Richards, Eric Clapton, Françoise Hardy, Elton John. Grazie alla sua decisiva presenza, del resto, il festival diventava allora un evento. Entrò nella storia del rock, alla sua seconda edizione.

Nell’Ottocento, oltre che dal poeta ‘laureato’ Tennyson, apprezzato da Dylan, la piccola isola del Canale della Manica era stata una residenza amata anche dalla Regina Vittoria, dalla fotografa Julia Margaret Cameron, da Charles Dickens, dalla pittrice impressionista Berthe Morisot. E Guglielmo Marconi aveva costruito lì la prima stazione radio del mondo.

I fratelli Ron, Bill e Ray Foulk—uno stampatore ventenne e labourista la cui madre, vedova, si era trasferita sull’isola quando i figli erano bambini—vi fondarono un festival musicale 50 anni fa, con lo scopo iniziale di raccogliere i fondi necessari per la ristrutturazione di una piscina pubblica. Scelsero il rock forse anche per il grande successo del Monterey pop festival, che nel 1967 aveva fatto di San Francisco il luogo simbolo della Summer of Love.

Il posto? Un campo d’orzo affittato dal proprietario per pochi soldi, in cui venne allestito un palco davvero sgarrupato, stando al racconto dei testimoni: fatto da rimorchi di camion bardati con dei tendoni scuri.

I fratelli riuscirono a rassicurare in qualche modo i contadini e gli altri abitanti sul tema ordine pubblico (droga e hippies), evitando di spiegare quale band, dovendo promuovere un nuovo album, aveva accettato di essere l’headline act del festival per 1000 sterline: i Jefferson Airplane di Grace Slick. Quelli di White rabbit. Per il resto, non potendosi permettere di arrivare a Dylan o a Hendrix, i fratelli Foulk riuscirono ad accaparrarsi comunque gruppi come i Move, i T. Rex, i Fairport Convention, i londinesi Pretty Things, gli Smile di Brian May.

“Sai cos’è l’Isola di Wight?”

La prima edizione del festival, “condotta” da John Peel, non era stata un capolavoro organizzativo—nel biglietto da 1.25£, da acquistare in anticipo, si assicuravano strade ben segnalate e “dozzine di autobus da ogni parte dell’isola”, mentre l’autobus era solo uno e partiva a 20 km dal molo—ma non aveva provocato grandi danni al bestiame e ai campi. E aveva portato sull’isola, dal tramonto all’alba del 31 agosto 1968, 10mila persone. Soprattutto inglesi, magari cresciuti solo con il Mod, che ebbero l’opportunità di ascoltare per la prima volta gruppi americani. Insomma, pur se i fratelli Foulk non ci avevano guadagnato nulla, decisero di organizzare la seconda edizione.

Questa volta, in un sito a nord dell’isola, per tre giorni dal 29 agosto 1969 ci saranno 150mila persone. Grazie a un colpo di genio organizzativo di Ray Foulk, che riuscì a portare Bob Dylan all’isola di Wight, come racconta egli stesso nel libro Stealing Dylan from Woodstock. Abile nel rendere interessante l’isola, Ray propose a Dylan una sorta di vacanza familiare nella patria di Tennyson. Dylan accettò, a condizione che venissero invitati anche i membri della leggendaria Band. La presenza di Dylan è un traino: oltre a lui ci saranno gli Who, Keith Emerson con i Nice, i Moody Blues, i King Crimson, i Pentangle.

La massa di ragazzi che da ogni parte d’Europa raggiungono l’isola, dormono arrotolati nella carta catramata, fanno il bagno nudi nell’acqua fredda, trasforma il festival in un mito generazionale. È del 1969 la canzone del francese Michel Delpech, Wight is Wight.

Wight is Wight
Dylan is Dylan
Wight is Wight
Viva Donovan
C’est comme un soleil
Dans le gris du ciel…

I Dik dik la rifaranno un anno dopo in italiano.

Hendrix e i Doors: la terza, mitica edizione del Festival dell’Isola di Wight

L’edizione davvero più importante del Festival dell’Isola di Wight fu la terza, dal 26 al 30 agosto 1970: l’ultima edizione.

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Isle of Wight 1970 #isleofwight1970

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Una line up bestiale e la fama del festival portarono più di mezzo milione di persone ad Afton Down, ai piedi di una grande collina che permise a moltissima gente, accampata coi piedi verso valle, di ascoltare il concerto da lontano, senza pagare.

Chi c’era sul palco? Miles Davis con Keith Jarret al pianoforte, Leonard Cohen, Joan Baez, i Jethro Tull, gli Emerson, Lake & PalmerKris Kristofferson, Donovan, i Procol Harum, Joni Mitchell, i Pentangle, i Supertramp, gli Who. Ma soprattutto c’erano Jimi Hendrix e i Doors. Della loro esibizione c’è un bellissimo video.

Hendrix morirà quindici giorni dopo. Quello all’isola di Wight è il suo penultimo concerto. Mentre il concerto dei Doors sarà l’ultimo in Europa, prima della morte di Jim Morrison. Inizia il tramonto di una stagione irripetibile. E anche il festival dell’Isola di Wight, per vari motivi, compresa l’ostilità delle istituzioni, chiuderà alla terza edizione. Dal 2002 esiste di nuovo, ma la musica non è più la stessa.

Assolutamente da vedere, perché oltre che un concerto è un documentario sul festival, il film Wild Blue Angel (trailer qui sopra). C’è l’esibizione integrale di Jimi Hendrix del 31 agosto 1970. Da una bella lezione Wikiradio di Danilo di Termini dedicato al festival dell’Isola di Wight abbiamo tratto alcune informazioni. Qui molti reperti del festival. Qui un bel racconto in italiano con foto d’epoca

Immagini: Copertina