Jazz: o lo ami o lo odi

Jazz: o lo ami o lo odi

Il jazz è il genere musicale più controverso di tutti: massima espressione del talento musicale e dell’improvvisazione per alcuni, musica odiosa per altri. Non esistono mezze misure quando si parla di jazz: o lo ami, o lo odi.

Ma per quale motivo questo genere musicale suscita così tante controversie? Innanzitutto perché rappresenta una forma musicale che non segue i normali canoni di armonia e ritmo che solitamente possiamo trovare nella musica: i jazzisti compiono cambi di ritmo e di tono in continuazione.

Ogni traccia jazz è una specie di esercizio tecnico per un musicista: artisti come John Coltrane, ad esempio, rappresentano un’eccellenza di tecnica ed inventiva musicale. Dei veri e propri geni della musica.

Per questo motivo, però, la musica jazz è un genere complicato da ascoltare ed apprezzare: bisogna essere coscienti di quanto certi virtuosismi non siano immediati. E come sia complicato riuscire a trovare un’armonia fra i suoni quando si improvvisa: probabilmente il jazz è il genere che più di tutti premia l’intesa fra i membri di una band.

Un’altra cosa che rende particolarmente piacevole per alcuni ascoltatori la musica jazz, e che al contempo la rende odiosa per altri, è che ci vuole tempo ed approfondimento per apprezzarla: le sfumature e i suoni sono così particolari che hanno bisogno di essere approfonditi per comprenderli davvero.

Le atmosfere che è in grado di creare, poi, non piacciono a tutti: l’immaginario che il jazz si porta dietro è abbastanza radicato e particolare, e quindi per alcuni rappresenta un ostacolo. Non è un tipo di musica che si può ascoltare senza conoscerne la storia e la cultura.

Se impari a conoscerlo, e leghi con l’immaginario che ruota intorno ad esso, non soltanto l’apprezzerai ma non riuscirai più a farne a meno.

Immagini: Copertina