"Sono ancora qui e voglio farcela": la lettera di Jimi Hendrix al padre prima del successo

Non sempre sapevamo se avremmo avuto un posto dove dormire. Dissi a Jimi: hai un papà. Perché non lo chiami e non gli fai sapere come vanno veramente le cose qui? Jimi disse ‘no’, che non  voleva che suo padre sapesse come se la passava davvero a New York. Voleva che suo padre fosse fiero di lui.

Sono parole di Diana Carpenter, prostituta sedicenne a New York nel ’67, con cui Hendrix ebbe una relazione e una figlia, Tamika James, che il padre non riconobbe perché morì poco prima di effettuare il test di paternità. Parole riportate in un bellissimo libro, Becoming Jimi Hendrix, che racconta le peripezie di Hendrix prima che diventasse una leggenda del rock. E fa luce sul rapporto fra Jimi e suo padre, al quale il chitarrista scriveva regolarmente delle lettere.

Al Hendrix, sopravvissuto al figlio per 32 anni, era un padre piuttosto duro—non permise a Jimi e al fratello Leon di partecipare al funerale della madre, morta quando il figlio aveva 16 anni—ma voleva molto bene a Jimi.

Il quale a 19 anni, quando aveva già comprato la sua prima chitarra per 5 dollari imparando a suonarla a orecchio, fu arrestato dalla polizia di Seattle perché circolava su un’auto rubata. Arruolato nell’esercito, prese a suonare sul serio. Congedato nel 1962, iniziò l’esperienza on the road lungo tutti gli Stati Uniti.

Iniziò a suonare come turnista nel Chitlin Circuit, una rete di locali in cui si esibivano i musicisti afroamericani—anche alcuni grandissimi come Duke Ellington e Ray Charles—nell’epoca della segregazione razziale. Fece vita vagabonda per qualche anno. Suonando con tantissime band.

La sua prima registrazione è un pezzo degli Isley Brothers del 1964 (nel video sopra).

Dopo che Bob Dylan divenne suo idolo, decise di trasferirsi a New York. Era il luglio del 1965. Lì faceva una vita poverissima. Tutta la sua roba entrava in una custodia per chitarra—chitarra che spesso impegnava. E a volte le entrate non gli bastavano neanche per pagare i 100 dollari settimanali della permanenza in hotel. Collaborava con gruppi pop, con il cantante R&B Curtis Knight, con chiunque potesse.

Ed è nell’agosto del 1965, un mese dopo essersi trasferito a New York, che scrive la bellissima lettera al papà, che traduciamo qui sotto.

La lettera dice sostanzialmente una sola cosa: non mollo. È un Jimi Hendrix fragile, stanco, ma non abbrutito: ama la musica, sta capendo il business, vuole fare un disco, vuole provarci. È consapevole del suo valore, anche se è ancora un turnista fra mille che vive alla giornata.

 “Sono ancora qui, e voglio farcela”: una lettera di Jimi Hendrix al padre

Caro papà,

Ho ancora la mia chitarra e il mio ampli, e finché li avrò nessuno mi impedirà di andare avanti. Ho visitato alcune case discografiche per cui forse potrò registrare. Credo che inizierò a muovermi in quella direzione, perché attualmente suonando alle spalle degli altri non ti fai un nome, non come se lavorassi per te stesso almeno. Ma sono comunque andato on the road con altra gente per abituarmi al pubblico […] e soprattutto per capire come funzionano le cose. E quando avrò fatto un disco, ci saranno un po’ di persone che già mi conoscono e potranno aiutarmi a venderlo. 

Oggi la gente non vuole che canti bene. Vuole che canti in modo trasandato e che tu abbia un buon beat. Ecco a cosa punterò. È lì che stanno i soldi. Te lo dico, nel caso che nel giro di tre o quattro mesi tu senta un disco mio che suona terribile: non vergognarti. Devi solo aspettare che i soldi arrivino, perché ogni giorno che passa, qui la gente canta sempre peggio, e lo fa apposta, perché peggio canta e più dischi il pubblico gli compra.

Volevo solo farti sapere che sono ancora qui, e voglio farcela. Anche se ogni tanto devo saltare i pasti, va tutto bene. Potrebbe andare peggio, ma continuerò a darmi da fare e a buttarmi in mezzo finché le cose non andranno come devono per me. 

Saluta tutti da parte mia […]. Scrivimi presto. Mi sento un po’ solo qui.

Con affetto, tuo figlio Jimmy.

Quattordici mesi dopo, in Inghilterra, usciva Hey Joe, il primo singolo della Jimi Hendrix Experience.

Immagini: Copertina