Johann Sebastian Bach, guida per principianti

Johann Sebastian Bach, guida per principianti

“Cosa dovrei dire su Bach?” si è chiesto Albert Einstein: “Ascoltalo, suonalo, amalo, adoralo e stai zitto!” Della vita di questo genio della musica non sappiamo granché, ma quello che ci ha lasciato è molto più importante: oltre 250 opere.

La vita

Bach nasce a Eisenach nel 1685, un’anonima città della Turingia che in lingua celtica significa “corso d’acqua nella valle paludosa”. È figlio, nipote e fratello di musicisti; una tradizione talmente lunga che nella regione “Bach” era spesso impiegato come sinonimo di “musicista”.

Fin da piccolo si mette in mostra per il suo enorme talento musicale. Il padre ha un fratello gemello, anche lui musicista e dallo stile simile e i due si confondono in tutto e per tutto. Il piccolo Johann è l’unico che sa riconoscere il padre, ascoltandolo suonare e notando le minime differenze con il fratello gemello.

È proprio il padre a insegnargli i primi rudimenti musicali, e dopo la sua morte è il fratello, anche lui musicista, a guidare la sua formazione. A questo punto della sua biografia le notizie diventano scarne e registrano soltanto i brevi spostamenti di Bach da una chiesa all’altra, per lavorare come organista.

La sua vita è completamente sacrificata alla musica. I suoi figli, venti, saranno tutti dei musicisti, alcuni degni nota. Alle sei, ogni mattina, tutti i Bach si ritrovano intorno al clavicembalo a cantare e suonare l’Inno del Signore.

Senza mai uscire dalla Germania, Bach diviene il più rispettato musicista del suo tempo. Mentre lui si dedica agli studi, giorno e notte senza fermarsi mai, la moglie lo aiuta nella vita pratica. Senza di lei Bach non è in grado di andare avanti. Quando la prima moglie di Bach muore gli chiedono il denaro necessario per acquistare un velo da lutto e lui risponde: “Chiedetelo a mia moglie”.

Ascolto

Dal punto di vista strettamente musicale Bach è stato un grande assimilatore. In lui si fonde la musica passata, rinascimentale e medievale, e quella contemporanea. Tra le sue opere più importanti vanno ricordati i 48 preludi e fughe del Clavicembalo ben temperato.

L’opera è perfetta, frutto di uno studio matematico. Non è un’operazione gelida, per quanto Bach sia stato un musicista tecnico e impeccabile nell’esecuzione.

Altre opere importanti sono le due Passioni, di San Giovanni e di San Matteo, usate anche nel cinema da Pasolini, Olmi e Tarkovskij. Anche queste sono dei capolavori. La musica stavolta è accompagnata dalla voce di un tenore che recita testi sacri.

Le Variazioni Goldberg, composte nel 1742, sono un’altra opera fondamentale, soprattutto per la difficoltà di esecuzione. L’opera più ardua per clavicembalo che sia mai stata scritta.

Impossibile elencare tutti i lavori di Bach: la sua opera è vastissima avendo suonato, ad eccezione del teatro, tutti i generi musicali del suo tempo.

Dopo la sua morte, per molti anni l’hanno voluto dimenticare credendo che fosse ormai “passato di moda”. Ma grazie a Mozart, Beethoven e Chopin si ricomincia ad ascoltarlo. Dopo aver sentito l’esecuzione di una sua opera nella chiesa di San Tommaso a Lipsia, Mozart disse: “Qui c’è qualcosa da cui possiamo imparare!”, si fece dare tutti gli spartiti di Bach e si mise a studiarli sul momento senza mai alzarsi dalla sedia. Beethoven aveva studiato da piccolo i preludi e le fughe del Clavicembalo ben temperato e Chopin prima di ogni concerto si scaldava suonando Bach.

La riscoperta di Bach è stata decisiva. Oggi Bach è ritenuto il più grande musicista della storia, e il suo nome è stato attribuito a un asteroide e a un cratere di Mercurio. Nella navicella Voyager 1—lanciata nel 1977 e che viaggia per far conoscere alle altre eventuali forme di vita nello spazio cosa la Terra di bello ha creato—ci sono registrate le sue opere.