Joy Division, guida per principianti

Joy Division, guida per principianti

Nonostante abbiano registrato solamente due album in studio, i Joy Division rimangono una delle band più apprezzate e incisive fra quelle che hanno animato la scena post-punk e new wave, a cavallo fra anni Settanta e Ottanta, componendo alcuni brani entrati poi nella storia della musica rock.

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La prima formazione dei Joy Divison, che all’epoca si chiamava ancora Stiff Kittens, si formò nel 1977 a Manchester: quando un giovane cantante e poeta chiamato Ian Curtis contattò un gruppo di musicisti che da qualche tempo si stava esibendo in città.

Il primo brano inciso, fu At a Later Date, incluso in una compilation del magazine Electric Circus dedicato alle band emergenti di Manchester, nell’ottobre di quello stesso anno.

Fin da subito la band si fece conoscere per il suo suono peculiare, per quanto ancora molto grezzo. Le influenze che aveva avuto il primo punk venivano mitigate da una certa predisposizione all’armonia della band. Ma il fattore che contribuì maggiormente a evidenziare i Joy Division come band emergente, furono i testi di Curtis.

Il giovane cantante aveva un talento innato per raccontare a parole il suo animo travagliato: e i suoi testi mostravano una profondità che era difficile trovare in una rock band di allora.

All’inizio del 1979, dopo due anni di apprendistato, la band iniziò le registrazioni del loro album d’esordio, Unknown Pleasures, destinato a diventare una vera e propria pietra miliare. Al suo interno si trovano alcune delle tracce più famose del gruppo: DisorderShe’s Lost Control e Shadowplay.

Il primo lavoro, accolto benissimo sia dalla critica che dal pubblico, contribuì a far conoscere questa band emergente in tutta Europa. Dopo un anno di concerti, la band si rimise a lavoro e nel 1980 pubblicò il secondo disco, Closer.

L’album rappresentava un ulteriore passo avanti per la band: brani come IsolationThe Eternal vengono considerati generalmente come dei brani iconici della scena new wave.

Il sofferto e complicato Ian Curtis, però, cominciò a manifestare tutto il suo dolore proprio quell’anno: il matrimonio con la giovane moglie stava andando in pezzi e la sua malattia (epilessia) era diventata insostenibile. Dopo alcuni mesi di grande sofferenza, e un tentato suicidio, il cantante si uccise la mattina del 18 maggio 1980.

Dopo la sua morte, la band pubblicò l’ultimo brano scritto da Curtis, Love Will Tear Us Apart, che da molti viene considerato il più bello. Dopo la morte del frontman, la band decise di continuare a suonare con un altro nome e fondarono i New Order: lasciando alle spalle una delle storie più significative della musica del Novecento.

Per chi fosse interessato ad approfondire la figura di Curtis, consigliamo la visione del bellissimo film di Anton Corbijn, intitolato “Control”.

Immagini: Copertina