Perché

Perché "Kind of Blue" di Miles Davis ha rivoluzionato la musica jazz

Nella storia del jazz ci sono pochissimi album come Kind of Blue di Miles Davis. Non per somiglianze sonore, quelle sono inimitabili. Ma per il fatto di aver cambiato il corso della storia, e aver rivoluzionato un intero genere, dando vita a nuove soluzioni tecniche ed espressive.

Kind of Blue contiene solo cinque brani. La loro grandezza è però inesauribile e quei cinque pezzi hanno posto le basi per la musica dei successivi decenni. Ma perché Kind of Blue è un album così importante?

La redazione di Polyphonic ha realizzato un video molto interessante in cui ha spiegato il motivo che rende unico questo album: il linguaggio jazzistico modale.

N.B. L’argomento per chi non mastica nozioni musicali si rivelerà ostico. Abbiamo provato a semplificarlo al massimo, ci scusiamo in anticipo con tutti i musicisti-lettori se in alcuni passaggi abbiamo peccato di troppa leggerezza.

Cos’è il jazz modale

Prima di Kind of Blue e del jazz degli anni sessanta a dominare la scena era l’hard-bop. Uno dei suoi più illustri esponenti è stato Charlie Parker. L’improvvisazione in questo stile segue in sostanza il rapidissimo cambio degli accordi. La struttura, all’orecchio, è più riconoscibile, circoscritta. Un esempio acustico può essere quello delle battute di un pezzo blues.

Con il jazz modale, l’approccio dei musicisti cambia. Nel jazz modale gli accordi non devono rispondere per forza alle regole dell’armonia tonale. Non sono cioè costruiti per armonizzazioni secondo i gradi della tonalità. I “modi” sono delle scale definite dagli intervalli tra le note al loro interno.

ogni accordo corrispondono dei modi. Quando un musicista improvvisa non lo fa più secondo il cambio degli accordi, ma attraverso i modi. L’improvvisazione modale ti permette, in parole povere, di essere più libero di muoverti, anche se bisogna sempre sapere quale modo si sta suonando.

I “modi” non sono un’invenzione del jazz. Sono stati codificati nella musica classica, usati, ad esempio, da Debussy, Chopin, Brahms. I metodi moderni propongono un riutilizzo delle vecchie scale modali in chiave moderna. Sono sette e sono ordinate, di solito, dalla più chiara alla più scura (musicalmente parlando): Lidia, Ionica, Misolidia, Dorica, Eolia, Frigia, Locria.

L’importanza di “Kind of Blue” di Miles Davis

Dagli anni ’50 si registra una maggior attenzione da parte dei compositori sull’argomento. Testo fondamentale di questi anni è Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization di George Russell. Figura fondamentale nella formazione musicale di Miles Davis in quegli anni. I due lavorano insieme per le soluzioni armoniche del disco. Quando esce, nel 1959, è un vero e proprio omaggio al jazz modale.

Appena uscito è diventato uno dei maggiori successi commerciali del genere. Nel 1992 ha vinto il Grammy Hall of Fame Award. Tanti gli aneddoti: primo fra tutti, che non vennero fatte prove prima. Davis distribuì ai musicisti solo dei bozzetti di linee melodiche sulle quali improvvisare. Ovviamente i musicisti erano dei fuoriclasse. Giusto per citarne qualcuno: Julian “Cannonball” Adderley, John Coltrane e Bill Evans.

In tutti i brani Davis e co. improvvisano con le scale modali. So What, il brano più famoso dell’album, è basato ad esempio sul modo dorico. In Flamenco Sketches i modi sono quattro. Questo brano è importantissimo perché si tratta di una composizione dove non c’è un numero fisso di battute. I musicisti improvvisano fino a quando “hanno cose da dire”.

Il lavoro in Flamenco Sketches affascinerà a tal punto Coltrane da spingerlo in quella direzione artistica, trasformando la passione per le scale modali in un’ossessione. Si può sentire nel brano My Favorite Things.

L’eredità di “Kind of Blue” di Miles Davis

Il critico Chris Morris ha definito Kind of Blue “la punta massima dell’arte di Davis”. Non solo, ci viene da aggiungere. Kind of Blue ha rappresentato un momento decisivo per la musica del ventesimo secolo. Un album che ha saputo influenzare non solo il mondo del jazz. Moltissimi musicisti rock l’hanno indicato come opera fondamentale nella loro formazione. Il tastierista dei Pink Floyd, Richard Wright, affermò che le progressioni degli accordi di Kind of Blue avevano influenzato la struttura The Dark Side of the Moon.

Il produttore Quincy Jones ha dichiarato:

Quel “Kind of Blue” sarà sempre la mia musica. Lo metto sul piatto del giradischi ogni giorno, è la mia spremuta d’arancia. Suona ancora fresco come fosse stato inciso ieri.

Un album che è riuscito a superare le barriere di genere arrivando al 12esimo posto della classifica del Rolling Stone sui 500 migliori album di ogni tempo. Venendo apprezzato anche dal mondo del rap. Jonathan Davis, dei A Tribe Called Quest, ha detto che “Kind of Blue è coma la Bibbia, devi averne almeno una copia in casa”.

Immagine di copertina di Lawren