Kinks, guida per principianti

Kinks, guida per principianti

Nella storia della musica ci sono stati molti fratelli che hanno calcato gli stessi palcoscenici, ma mai nessuno è stato come Ray e Dave Davies, voce e chitarra dei Kinks

Nonostante la loro enorme influenza musicale, per gruppi come i Clash, gli Oasis o i Blur, pochi nel panorama mondiale li conoscono come meritano.

I Kinks hanno sempre preferito l’avanguardia, essere in anticipo con i tempi; sono riusciti a vivere ogni moda del rock e ad abbandonarla prima che si oscurasse. Per un certo verso però, questo essere sempre alla ricerca di nuove influenze è stato uno dei motivo principali della loro incomprensione.

Per capire di cosa parliamo quando parliamo dei Kinks possiamo partire dall’inizio, 1965: uno dei loro primi pezzi, “You Really Got Me”.

Questa canzone diventa immediatamente uno standard per il rock, raggiungendo in seguito anche la fama nel punk, nell’hard rock e nel metal. I Van Halen, più di dieci anni dopo, hanno suonato la cover di questo pezzo, vendendo milioni di copie.

Una delle particolarità di questo pezzo, che rinnoverà tantissimo il genere, è l’uso dei powerchords, accordi suonati più potenti del solito, alzando l’asticella del suono rock. Sarà una lezione sia per gli Who che per i Rolling Stones.

Anche per quanto riguarda il pezzo “See my friends“, del 1965, molti gruppi del tempo rimangono folgorati dalla novità dei suoni. Primi fra tutti sono stati i Beatles che dopo averlo ascoltato, si sono comprati un sitar e hanno iniziato a sperimentare con le stesse sonorità indiane.

Nel 1967 esce quello che è stato definito dalla maggior parte dei critici, il loro miglior disco: The Kinks Are The Village Green Preservation Society. È il loro unico album mai entrato in classifica, con vendite che hanno sfiorato le centomila copie.

Si tratta di un concept-album incentrato sulla vita in un villaggio rurale inglese, costellato di personaggi buffi e anacronistici.

Le canzoni sono psichedeliche e a un primo ascolto appaiono strambe. Nessuno a quel tempo aveva mai sentito un album del genere. La canzone che apre l’album introduce perfettamente il mondo dei Kinks.

L’anno dopo viene pubblicato un altro grande album, Arthur or the Decline and Fall of the British Empire. È ancora più folle del precedente, più complesso, multiforme. Il pezzo che riassume l’album è Australia, un brano di quasi sette minuti, labirintico, pieno di armonie vocali e timbri diversi: si passa dal pop barocco al blues, passando per il jazz.

La grande originalità dei loro pezzi viene riconosciuta troppo tardi. Inizia presto il loro declino. Gli album per quanto belli non sono successi commerciali. I Kinks si prendono una lunga pausa e nel ’70 pubblicano Lola Versus Powerman and the Moneygoround. Purtroppo neanche una hit come “Lola” risolleva le sorti del gruppo.

Un altro pezzo del disco, “This Time Tomorrow“, avrà fortuna soltanto trent’anni dopo. Viene ripreso negli anni 2000 in due film, il primo di Garrell e il secondo di Wes Anderson.

Anticipare le mode, questa è stata anche la sfortuna dei Kinks, questo li ha fatti stare sempre nel posto sbagliato. L’unico modo per metterli nel “regno dei grandi”  è ricominciare a ridare loro quello che si meritano. Quando ti chiederanno se preferisci i Rolling Stones o i Beatles, tu rispondi i Kinks.

Immagine via Facebook