La storia di Bohemian Rhapsody

La storia di Bohemian Rhapsody

Quando si citano i Queen, non si può fare a meno di canticchiare uno dei loro brani più famosi: Bohemian Rhapsody. Il testo di questa canzone intramontabile fu scritto interamente dal cantante del gruppo britannico, Freddie Mercury, in occasione del lancio dell’album Night at the Opera.

Uscito ufficialmente nel 1975, il quarto album dei Queen è famoso per essere uno dei lavori più costosi della musica nella sua realizzazione. Per quanto riguarda la canzone Bohemian Rhapsody, questa ottenne un successo enorme, talmente imponente che, addirittura, nel 2004, la nota rivista Rolling Stone l’ha collocata al 166esimo posto delle 500 canzoni migliori di sempre.

D’altronde, dal 31 ottobre 1975 in poi, il brano non ha più smesso di suonare in radio. All’inizio rimase nella UK Singles Chart per ben nove settimane e arrivò a vendere più di un milione di copie nel gennaio del 1976. Dopo la morte di Freddie Mercury, alla fine del 1991, la canzone raggiunse nuovamente la prima posizione, restandovi per altre cinque settimane. Oggi è ancora il terzo singolo più venduto nella storia della musica del Regno Unito, e non è per niente raro beccarla in radio, anche fra le stazioni italiane.

Per quanto riguarda il lavoro in sala di registrazione, le attività di incisione durarono tantissimo: sei settimane. Il brano fu curato nei minimi dettagli e strutturato in cinque parti diverse. Si passa da un’introduzione corale a una ballata con un assolo di chitarra, da un passaggio d’opera a uno di hard rock, fino ad arrivare a una nuova ballata che scema in una sezione finale di piano e chitarra.

Nonostante la lunga durata di sei minuti, alla fine Bohemian Rhapsody sbarcò nelle radio, diventando, come sappiamo, subito un successo. A distanza di più di quarant’anni, però, il significato del testo rimane un mistero. Nelle strofe si parla dei temi più disparati, ma sempre in maniera molto criptica. Secondo Lesley-Ann Jones, una dei biografi più quotati della band britannica, fu il modo del cantante, tra coraggio e indiscusso talento, per dichiarare al mondo le sue tendenze sessuali. Ma per i componenti della band il significato resta un enigma. “Non credo lo sapremo mai, ma anche se lo sapessi non lo direi”, ha detto il chitarrista Brian May.

Ma, oggi, un piccolo nuovo dettaglio è stato svelato. In un episodio di Today I Found Out, è stato rivelato che gli artefici del successo di questa canzone siano stati due speaker. Il primo è Kenny Everett, che cominciò a utilizzarla per il suo show del mattino su Capital FM, una popolare radio di Londra. Il secondo, invece è Paolo Drew che iniziò a passarla in continuazione nella stazione RKO.

Immagine via Youtube