Il leggendario concerto dei Beatles sul tetto a Londra

Il leggendario concerto dei Beatles sul tetto a Londra

Dopo l’esibizione John Lennon disse:

Vorrei ringraziare a nome del gruppo e di noi stessi e spero che abbiamo passato l’audizione.

È il 30 gennaio 1969, i Beatles si sono appena esibiti sopra un tetto. Quello della Apple Corps, al numero 3 di Savile Row. 42 minuti di concerto prima di venire interrotto dalla polizia, che passerà alla storia: è l’ultimo live dei Beatles.

I Beatles avevano già deciso, nell’agosto del 1966, che non avrebbero più suonato dal vivo. Per quell’occasione, allora, tre anni dopo, scelsero un modo originale di ritornare sul “palco”. Un anno dopo la band si sarebbe sciolta. Quando, il 10 aprile 1970, McCartney annunciò la sua uscita dal gruppo.

Il concerto del ’69 era stato pianificato dai Beatles i primi giorni di gennaio. Ma la scelta di farlo sopra un tetto venne in mente qualche giorno prima dell’esibizione. Così ha ricordato Ringo Starr:

C’era l’idea di suonare dal vivo in qualche posto. Ci stavamo domandando dove saremmo potuti andare – magari il Palladium o il deserto del Sahara. Ma avremmo dovuto portarci dietro tutta la roba, così decidemmo: “Saliamo sul tetto!”

Al quartetto, per l’occasione, si unì anche un tastierista, Billy Preston, chiamato dal saggio George Harrison, per spronare gli altri della band a dare il massimo. Per evitare il vento forte che poteva interferire con la registrazione, Alan Parsons, l’ingegnere del suono, andò a comprare calze da donne con le quali avvolgere i microfoni. “Al negozio”, disse Parsons: “pensavano che fossi un rapinatore o un travestito”.

Il concerto sul tetto dei Beatles

Il concerto iniziò a mezzogiorno. La scaletta prevedeva come primo brano “Get Back”. Era pensato per essere soprattutto una session di registrazione. Si possono, infatti, ascoltare più volte le stesse canzoni. Come si fa di solito quando si registra un album. Per questo motivo chiamarlo concerto è forse improprio.

Appena iniziarono a suonare si creò una certa confusione per strada e attraverso un passaparola per tutto il quartiere cominciarono a fermarsi alcuni passanti incuriositi.

Così ricordò l’evento John Lennon:

Decidemmo di suonare tutte le cose che avevamo provato e registrarle. Se avessimo ottenuto delle buone registrazioni allora le avremmo usate, altrimenti avremmo usato delle altre versioni che avevamo registrato di sotto, nel seminterrato. Fu molto divertente perché eravamo all’aperto, che era inusuale per noi. […] Stavamo suonando virtualmente per nessuno, solo per il cielo, era piuttosto bello.

Come i passanti, vennero però attirati anche i poliziotti. Preoccupati del rumore e del traffico che si stava creando in zona. Salirono fin sul terrazzo. Nelle registrazioni si vedono anche alcuni poliziotti “dietro le quinte” pronte a intervenire per bloccare il concerto.

Quando i Beatles li videro capirono che lo show sarebbe durato ancora poco, ma continuarono a suonare per altri minuti. McCartney improvvisò sul testo di Get back aggiungendo un riferimento all’intervento della polizia.

You’ve been playing on the roof again, and that’s no good, and you know your mummy doesn’t like that… she gets angry… she’s gonna have you arrested! Get back!

Siete andati ancora a suonare sul tetto, e questo non è bello, sapete che non fa piacere alla vostra mamma… si arrabbia… vi farà arrestare tutti! Tornate indietro!

Il  concerto fin da subito divenne leggendario e passarono alla storia anche i vestiti dei suoi protagonisti. Come dimenticare la pelliccia che sfoggia John Lennon, prestata, per l’occasione, da Yoko Ono?

Per approfondire

Lo show era stato pensato per il documentario Let it Be – Un giorno con i Beatles del 1970. Ti consigliamo la lettura del libro di Vincenzo Oliva, “The Beatles. Let It Be. Il concerto sul tetto e le sessioni della discordia”.

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