Maria Callas torna a cantare a Roma, in una mostra bellissima

Maria Callas torna a cantare a Roma, in una mostra bellissima

Maria Callas è ancora oggi una figura enigmatica, anche per l’incallito melomane che saprebbe datare, dopo un rapido ascolto, una registrazione della “Divina” pescata a caso.

La “vera” immagine di Maria Callas, del resto, sfuggì anche agli amici. Come Franca Valeri, che in un breve ricordo incluso nel bellissimo libro Mille e una Callas—pubblicato quest’anno in occasione del quarantennale dalla morte del soprano (16 settembre 1977)—richiama “le due facce” dell’artista greca, cittadina italiana fino alla metà dei ’60.

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Maria Callas a Villa Borghese, Roma, 1950

Molto miope, Maria Callas aveva tuttavia una presenza dominatrice sulla scena. E, molto determinata, era tuttavia segnata, come rivelò lei stessa, da un bruciante conflitto materno. Preferendole la sorella più magra e più bella, la madre disoccupata aveva sfruttato il suo giovanile talento per ricavare denaro, incitandola, per la stessa ragione, a “uscire” con più soldati italiani e tedeschi durante l’occupazione della Grecia. Ciò fu probabilmente all’origine di alcune ossessioni del soprano, come quella per la radicale cura dimagrante che intraprese nei primi anni ’50.

Proprio agli anni ’50 di Maria Callas, dal 1948 al 1958, è dedicata una bellissima mostra ideata e prodotta da musicaPERformare—con la preziosa collaborazione di Giovanna Lomazzi, amica e assistente personale del soprano—presso Spazio Eventi Tirso a Roma, fino al 21 gennaio 2018: si chiama Callas e Roma-Una voce in mostra.

“Casta Diva”, con l’Orchestra Sinfonica di Roma della RAI diretta da Tullio Serafin, 1955

Maria Callas e Roma: una Voce in mostra

La mostra, che chiude la rassegna di iniziative in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Maria Callas, ripercorre il decennio in cui il soprano fu più legato a Roma, che coincide con quello che è considerato il “periodo d’oro” della sua voce.

L’originalità dell’allestimento sta nel fatto che, accanto a costumi, bozzetti, lettere, fotografie, sono “esposti” molti documenti sonori: indossate le cuffie, visitando la mostra sarai costantemente avvolto dalla voce di Maria Callas, in registrazioni storiche, alcune rarissime. L’attività di Maria Callas a Roma fu coronata da alcuni cavalli di battaglia, come Norma, Puritani, Lucia di Lammermoor, Medea e Trovatore.

Grazie a Una voce in mostra, la figura artistica di Maria Callas riprende vita nella sua parabola romana: dagli esordi nel dopoguerra—con la riscoperta di alcune opere rare del teatro musicale di Gioacchino Rossini, come Il Turco in Italia che interpretò nel 1950 grazie all’iniziativa di un’associazione di cui faceva parte anche Luchino Visconti—attraverso la stagione della Dolce Vita, fino alla scandalosa Norma al Teatro dell’Opera nel gennaio 1958, che causò il suo allontanamento quasi definitivo dalla capitale. Vi tornerà solo nel 1969 per girarvi parte di Medea di Pier Paolo Pasolini.

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Maria Callas e Luchino Visconti

Nel 1955 una polemica successiva a una recita romana di Medea di Luigi Cherubini (raccontata nel libro Mille e una Callas), una delle non poche opere del passato di rara esecuzione di cui Maria Callas si “appropriava” rendendole creature sue, testimonia quanto la sua attività avesse contribuito a rendere l’opera lirica un argomento d’attualità, di discussione. Dalla sua interpretazione della maga colchide, da alcuni giudicata forsennata, Mario Praz ricavò l’impressione che lo spettatore moderno fosse completamente disabituato a rivelazioni artistiche sconvolgenti, entusiasmanti.

D’altronde, le interpretazioni della “Divina” non erano certo eteree, come suggerirebbe l’epiteto affibbiatole dagli appassionati, bensì viscerali: nelle sue prove migliori Maria Callas agì sui personaggi dell’opera con una forza di penetrazione psicologica inaudita, persino quando doveva soltanto muoversi in scena, in silenzio.

L’episodio più celebre del rapporto fra il soprano e Roma è probabilmente la Norma annullata nel 1958 dopo il primo atto, per indisposizione di Maria Callas, che non fu sostituita. Sull’episodio si “montò” uno scandalo, ricostruito in mostra, e sfociato in una vicenda giudiziaria—fu chiesto il suo allontanamento da tutti i teatri d’Italia—conclusa solo nel 1973.

Maria Callas e il cinema

Un’intera sezione della mostra è dedicata al rapporto fra Maria Callas e il cinema, con riguardo particolare, al suo ruolo di protagonista in Medea di Pier Paolo Pasolini, con il quale il soprano entrò in rapporto di tenera amicizia.

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Documenti fotografici, stralci di rassegna stampa, perfino i gioielli indossati sul set testimoniano in mostra la grande fortuna di cui ha goduto questo film in tutto il mondo, senza dubbio grazie al suo indiscutibile carisma.

Puoi visitare la mostra Callas e Roma, una Voce in mostra presso il SET – Spazio Eventi Tirso a Roma (Via Tirso, 14). Per informazioni su orari e biglietti visita il sito ufficiale e la pagina Facebook dell’evento.

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