Quando la musica classica è ascoltata dai giovani: dai 2Cellos a William Orbit

Quando la musica classica è ascoltata dai giovani: dai 2Cellos a William Orbit

La fruizione della musica classica tra i giovani rimane sempre un approccio un po’ ostico: poco friendly, poco orecchiabile, poco riproducibile con la voce, molte volte priva di un motivetto ripetibile, impegnativa nell’ascolto. Questi sono alcuni dei punti deboli che i giovani di oggi riportano quando preferiscono il pop, il rock alla classica.
Certo, questo genere musicale non è l’ideale da cantare sotto la doccia, ma le sue declinazioni sperimentali possono essere interessanti per avvicinarcisi.
I 2Cellos ne rappresentano un esempio tangibile.
Il duo di violoncellisti composto da Luka Šulić e Stjepan Hauser hanno conquistato il successo mondiale grazie alla loro idea di riprodurre i brani della musica pop, rock e di altri generi musicali più fruibili, utilizzando il violoncello, uno strumento per antonomasia di impostazione classica, per l’appunto.
Il loro esperimento è cominciato quando su Youtube hanno riproposto Smooth Criminal di Michael Jackson nella loro versione personale. Immediato il feedback positivo, tanto che a notarli è stato Elton John che li ha voluti con lui sul palco.
Tra le canzoni pop rimusicate: Viva la vida dei Coldplay, With or without you degli U2, The Resistence dei Muse, Every breath you take dei Police..
Da pochi giorni, sul loro canale video, hanno lanciato Histeria dei Muse.
All’attivo hanno 3 album e il quarto registrato dal vivo all’iTunes Festival.

A condurre un esperimento simile, in Italia, è l’artista emergente Federico Paciotti. Il chitarrista riproduce con la sua chitarra elettrica i brani della musica classica in versione rock accompagnandosi anche con la voce. Una delle ultime pubbliche apparizioni è avvenuta sul palco dell’Ariston di Sanremo.

Il progenitore di questo filone, però, è stato William Orbit che nel 2000 ha pubblicato il suo album Pieces in a modern style in cui ha riproposto i capolavori della musica classica in versione moderna utilizzando uno dei suoi amori musicali: il sintetizzatore.
Qui l’esperimento riuscito sulle note elettriche de L’inverno di Vivaldi.

Orbit ha lanciato il suo progetto senza alcuna aspettativa. Nel 2000 è uscito il primo disco, forte del suo successo ha lanciato il secondo nel 2010: nuovi brani, stessa tecnica. Il produttore dei Blur, di Madonna e altri ha fatto centro portando ad un livello popolare, ma sempre elitario, la musica da camera.
Infine, non va dimenticato Giovanni Allevi, il pianista italiano che pur essendo di impostazione prettamente classica, con il suo stile un po’ da genio folle, ha sdoganato l’austerità di un genere che se vogliamo, può essere accennato anche sotto la doccia!