I 3 splendidi film di Jonathan Demme dedicati a Neil Young

I 3 splendidi film di Jonathan Demme dedicati a Neil Young

L’amicizia e la collaborazione tra Jonathan Demme e Neil Young iniziò nel 1993. Quando il cantautore canadese inviò al regista una demo di quello che sarebbe divenuto il brano di chiusura di Philadelphia che rende indimenticabile la sequenza finale del film: il pezzo fu anche nominato agli Oscar insieme alla canzone di Bruce Springsteen per lo stesso film, che poi vinse.

Ad accomunare Neil Young e il regista scomparso nel 2017 è una grande umanità. Demme è stato un grande regista ancora oggi in fondo sottovalutato. Certe sue opere, aldilà di Philadelhia e del Silenzio degli innocenti, sembrano fatti apposta per gli “appassionati di cinema”, come Qualcosa di travolgente: film di culto, è il gemello simpatico di Velluto blu di Lynch (l’anno è lo stesso, 1986), con una mirabolante colonna sonora in cui spicca un pezzo salsa-reggae di David Byrne.

I film di Jonathan Demme dedicati a Neil Young

E a proposito di musica e di David Byrne. Jonathan Demme, che ricordava di essere cresciuto col rock’n’roll, e di aver amato la musica ben prima del cinema, è noto per i suoi film-concerto. A partire dall’insuperato Stop making sense del 1984, sui Talking Heads.

Con Neil Young il regista ha realizzato una bellissima trilogia. In tre film concerto, con un’opera di scavo del personaggio, riesce a farci amare Neil, se possibile, ancora di più.

Contro la morte: Heart of Gold

Dodici anni dopo il loro primo incontro, Demme riprese due concerti di Neil Young al Ryman Auditorium di Nashville (c’è anche Emmylou Harris), e nel 2006 uscì Heart of Gold. Un film diviso in due “tempi”: i pezzi dell’album Prairie wind, e un cherry picking da 20 anni di classici, da Harvest a Harvest Moon. Demme ci permette di andare avanti e indietro nel tempo pur restando ancorati a un concerto.

Nel video qui sopra, i titoli di coda. Una incredibile versione di Old laughing lady dall’omonimo primo album di Neil (1968): Demme praticamente lo implorò di farla. Non è un caso che il film termini con quella canzone. Perché Heart of gold è più di un concert-movie. E anche più di un ritratto d’artista. È un film sulla considerazione della mortalità, Young, reduce da un’operazione per un aneurisma cerebrale, parla di sé, della sua vita, delle difficoltà della paternità.

Nel presente del film (il 2005) è ormai lui a sembrare l’Old man a cui il sé giovane aveva dedicato un’omonima canzone (originariamente il “destinatario” era il custode di un ranch acquistato dal cantante).

Old man look at my life
I’m a lot like you were […]

Old man look at my life
twenty four
and there’s so much more […]

Old man take a look at my life
I’m a lot like you
I need someone to love me
the whole day through.

“Like a hurricane”: l’energia di”Trunk Show”

Nel 2010 esce Neil Young Trunk Show. Se il precedente era un film dal tono elegiaco e riflessivo, questo invece, girato in Pennsylvania durante il tour di Chrome Dreams II, è volutamente energico e nervoso.

Per capirlo basta ascoltare la versione di Like a Hurricane che si trova nel film. Classici come Cinnamon Girl si alternano a brani meno noti come Sultan, e cavalcate più tarde come No Hidden Path. Ci sono sempre almeno un paio di momenti magici nei film di Demme dedicati a Neil Young. In Trunk Show, dei pezzi che puoi vedere anche su Youtube, tra  Cowgirl in the sandAmbulance Blues, Oh lonesome me e Harvest, spicca una lieve versione al banjo di Mellow my mind, dall’album forse più lugubre di Neil, Tonight’s the night.

Neil Young più emozionante che mai: “Journeys”

Buona parte dell’ultimo film della trilogia, Journeys, è un’esibizione del 2011 alla Massey Hall di Toronto, dove trent’anni prima un Neil Young diventato famoso da poco aveva tenuto uno storico concerto.

La musica è intervallata a vari spezzoni in cui Neil guida la sua Ford per le vie di Omemee, la città natale il Ontario, raccontando aneddoti dei tempi della scuola. Molte canzoni di Journeys sono recenti, ma cinque sono dei classici, come Ohio, su cui Demme monta vere foto delle quattro vittime degli scontri del 4 maggio 1970 a cui è dedicato il brano.

In questo film, molto più che negli altri due, c’è solo Neil Young. Con i suoi strumenti e la sua voce. A volte ripreso da una telecamera che Demme aveva fissato sul microfono. Il pubblico si intravede per la prima volta a metà film. Ci ascoltiamo questa versione di Hey hey, my my.

Qui trovi i film Heart of gold e Journeys, che è anche su Youtube. Purtroppo Trunk Show è introvabile: al momento dobbiamo “accontentarci” dei video postati in questo pezzo. 

Immagine di Copertina di Andrea Barsanti via WikimediaCommons CC BY 2.0