Nirvana, guida per principianti

Nirvana, guida per principianti

Nessuno più dei Nirvana è riuscito a influenzare la storia della musica con così pochi album e in così breve tempo. I Nirvana sono stati un gruppo che è andato ben oltre il genere grunge con il quale si è voluto etichettarli. Sono diventati un fenomeno culturale pop che ancora oggi raccoglie consensi soprattutto da parte degli ascoltatori più giovani.

Kurt Cobain è la figura chiave per capire il mito dei Nirvana ed è anche merito suo, oltre alle sue canzoni e alla musica, aver reso la band un fenomeno di massa: poeta introversoirriverentefragile.

Il loro album d’esordio è Bleach del 1989. Cobain già si fa notare per la personalità di un leader, seppur giovanissimo. Gli estremi introspettivi e aggressivi dei Nirvana si possono rintracciare già in questo primo e per certi versi immaturo album: da una parte la ballata romantica “About A Girl” e dall’altra pezzi marcatamente grunge come “Love Buzz”.

Ancora stupisce la maturità acquisita in neanche due anni, al momento dell’uscita del loro capolavoro che cambierà per sempre la storia della musica degli anni ’90: Nevermind. Il disco, ancora oggi il più ascoltato della band, è una raccolta emotiva in equilibro tra asprezze heavy e dolcezze: è quasi un miracolo. L’album si apre con quello che sarà un inno generazionale. A contribuire alla sua fortuna è soprattutto questo bellissimo videoclip.

In Nevermind non c’è soltanto rabbia, ma anche una vena di malinconia. Tutta la cupezza di questo sentimento è riassunto perfettamente nel giro di basso di “Come As You Are”, accordato mezzo tono sotto, per aumentare lo spaesamento e il senso di profondità.

Piccola parentesi è quella di Incesticide, un album che raccoglie tutte le rarità. L’album è del 1992 e raggiunge addirittura le 500mila copie in due mesi. I fan dei Nirvana sono tanti e non vogliono perdersi nulla del genio di Cobain.

L’anno successivo, i Nirvana pubblicano un altro disco epocale: In Utero, prodotto dal grande Steve Albini, figura chiave della scena alternative americana. Il disco viene registrato in due settimane. Il suono più complesso e meno immediato di quello di Nevermind rende l’album la vetta più alta di Cobain. È il disco della maturità, ma paradossalmente anche quello che segnerà il tramonto di una carriera fulminante.

Il 1994 è l’anno della fine, di Kurt Cobain e dei Nirvana. Prima di lasciarsi c’è ancora il tempo per regalare ai fan una perla da conservare. Un live diverso dai soliti cui aveva abituato Cobain. I Nirvana staccano la spina dell’ampli e si mostrano crudi, senza orpelli, senza distorsione.

Il corpo senza vita di Kurt viene trovato l’8 aprile nella sua casa sul lago Washington. Non è mai stata fatta chiarezza sull’accaduto, ma oggi che sono passati vent’anni, che sono usciti album di altri inediti, greatest hits non proprio necessari, quello che ci rimane è la sua leggenda nel bene e nel male. Di un artista fragile che prendendo alla lettera il monito di Jim Morrison, un altro grande collega morto a soli 27 anni, “ha preferito bruciarsi in fretta che spegnersi lentamente”.

Immagine via Flickr