L'esemplare reazione dei Nirvana a un pubblico sessista nel 1992

L'esemplare reazione dei Nirvana a un pubblico sessista nel 1992

Nel 1992 i Nirvana riempivano gli stadi di tutto il mondo. È il periodo di Nevermind e di Smells Like Teen Spirit. Il singolo era uscito il 10 settembre del 1991 e grazie alla rotazione su MTV, aveva trainato anche l’album. Un successo esagerato, tanto che la stessa band ci scherzò sopra, qualche mese dopo, facendone una cover surreale a Top of the Pops.

Tra i lati negativi del successo, c’è quello di attirare persone che non sanno nulla di te, della tua storia, della tua cultura. Attratti soltanto da un brano, ignorando tutto il resto. Nel caso dei Nirvana, proprio Smells Like Teen Spirit

Il concerto di Buenos Aires nel 1992

Dicevamo, 1992. I Nirvana si trovano a Buenos Aires, tappa del loro tour mondiale. Davanti a una platea di più di 50 mila persone. Allo stadio José Amalfitani. Prima di loro, come succede sempre durante tutti i concerti rock e non solo, si esibisce il gruppo spalla. In quella circostanza, la band scelta dai Nirvana è Calamity Jane. Un gruppo di tutte donne che i Nirvana avevano incontrato e apprezzato durante una data a PortlandÈ lo stesso Kurt Cobain a ricordare l’esibizione delle Calamity Jane.

Durante il concerto, l’intero pubblico ha lanciato monetine e tutto quello che si ritrovava nelle tasche. Qualunque cosa. Alla fine, le ragazze scesero dal palco in lacrime. È stato terribile, una delle peggiori manifestazioni di sessismo che abbia mai visto.

Pensando forse di fare un favore ai Nirvana, avevano insultato la band spalla per manifestare la loro voglia irresistibile di sentire Smells Like Teen Spirit. Ma quel pubblico non aveva idea di chi fossero i Nirvana, realmente. Non sapevano che erano un gruppo con delle idee molto chiare sulla parità di genere e le discriminazioni sessuali

Quando è il momento di decidere il da farsi, Cobain, colmo di rabbia, minaccia l’organizzatore dell’evento di cancellare il concerto. Al bassista della band, Krist Novoselic, viene un’idea. “Perché non li prendiamo in giro?”, si chiede. La gente là fuori era lì soltanto per Smells Like Teen Spirit. Avevano sentito sì e no due canzoni di Nevermind. “Deluderemo tutte le loro aspettative”.

Volete “Smells Like Teen Spirit”?

Prima di ogni canzone—ha ricordato ancora Kurt—suonavo l’attacco di Smells Like Teen Spirit e mi fermavo. Loro non stavano capendo nulla. La nostra era una protesta contro il loro modo di comportarsi.

Cambiarono anche la scaletta, aggiungendo tanti pezzi poco noti, sia da Nevermind che da Bleach, e le rarità e i b-sides che sarebbero stati poi raccolti in Incesticide. Iniziano il live con Nobody Knows I’m New Wave, un brano praticamente mai eseguito prima. Per poi suonare Aneurysm, Beeswax, Lounge Act, una jam noise e per finire con Endless, Nameless, la ghost track di Nevermind. Oggi alcune canzoni di quel live sono conosciute dai fan, ma allora erano praticamente inedite. Ma soprattutto impossibili da cantare. Proprio quello che volevano i Nirvana per punire il loro pubblico. 

E così, un concerto che doveva essere cancellato si trasforma in una performance artistica, all’insaputa del pubblico.

Tutto il concerto si trasformò in una delle esperienze più importanti della mia vita.

Oggi quel live si può riascoltare e vedere grazie alla registrazione (di buona qualità) di un addetto dell’organizzazione, presente quel giorno.

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