Oasis, guida per principianti

Oasis, guida per principianti

Tra i fratelli del rock che hanno condiviso lo stesso palco, i Gallagher sono stati sicuramente quelli con il rapporto più impetuoso: Noel e Liam, ma spesso Noel vs Liam.

Nella loro carriera molti i bassi, dovuti soprattutto agli atteggiamenti strafottenti, ai litigi, alle risse dei due. Ma gli alti, nella prima parte della loro discografia, che comprende più o meno 4 anni, dal 1994 al 1998, sono entrati di diritto nella storia del rock.

Formati a Manchester alla fine degli ottanta, nella prima formazione, Noel ancora non c’è. Liam, Paul, Bonehead e Tony mettono su un gruppo (inizialmente si chiama The Rain). Suonano negli scantinati dei palazzi popolari. È Liam che propone il nome Oasis: lo ha letto su un poster nella camera del fratello maggiore. Noel lavora come rodie per un’altra band inglese. Quando ascolta i pezzi del fratello si interessa al progetto e si propone come leader. Vuole scrivere lui i testi e le musiche. Gli altri sono d’accordo, incluso Liam, e lo arruolano nel gruppo.

Le influenze di Noel sono prevalentemente i Beatles, gli Stone Roses e Paul Weller. Le canzoni che compone sono piene zeppe di citazioni dei suoi artisti preferiti. Tutto però rimescolato in una formula completamente nuova: una musica più aggressiva più immediata.

Durante i concentri nei pub inglesi arriva l’incontro, clamoroso, con Alan McGee, capo dell’etichetta Creation. Gli Oasis gli danno una demo e lui decide di metterli subito sotto contratto. Il primo singolo, del 1994, è “Supersonic“:

Con altri due singoli cresce l’attesa per l’album. Nel giro di qualche mese, tre pezzi sono state tre hit. Il primo album è Definitely Maybe, entra in classifica direttamente al numero uno e vende 7 milioni di copie.

L’album è il loro manifesto: si apre con la canzone “Rock ‘n’ roll Star“. Chitarre e feedback, testi semplici e immediati, per una fetta di pubblico, giovani della classe media, fino ad allora toccati soltanto dai Nirvana, ma in un altro modo.

Live forever“, altra traccia indimenticabile dell’album, riesce a mettere d’accordo sempre più critici indecisi: la sua perfetta melodia e il ritornello accattivante sono semplicemente irresistibili.

Il 1995 è l’anno del loro secondo album, What’s the Story (morning Glory)? Ancora più del primo si sente l’influenza del quartetto di Liverpool. Sono ancora canzoni semplici, immediate, ma perfette, complete. “Wonderwall” è la loro prima vera ballata. Permetterà loro di raggiungere le vette di tutte le classifiche del mondo.

L’album contiene anche una delle loro canzoni più belle di sempre, Don’t Look Back in Anger“. I richiamo beatlesiani, mai nascosti da Noel, raggiungono direttamente Paul McCartney che si complimenta con l’autore del pezzo definendola “una delle migliori canzoni della storia della musica“.

Ogni album aiuta a convincere i loro critici del talento, che oltre ai litigi, alle risse, alle bevute, ci sono dei grandi artisti. Be Here Now, del 1997, chiude la migliore discografia della band. Il lavoro, non all’altezza dei precedenti, contiene ancora pezzi straordinari. Pensati soprattutto per la voce di Liam che è al suo massimo. “Stan By Me“, ad esempio, un altro instant classic della band.

Oppure “Don’t Go Away“, un’altra grande ballata pop. Tutto l’album è colmo di ottimi ritornelli, ma sembra più un compitino che un’opera genuina, sincera: manca la potenza espressiva dei precedenti lavori. Da qui in poi, all’inizio degli anni 2000 per gli Oasis iniziano i bassi.

Da un rapporto come quello tra i fratelli Gallagher ci si è aspettato sempre il meglio e il peggio, allo stesso modo. Ma in fondo, le risse, i litigi o le scazzottate, anche tra fratelli, fanno parte del rock. E niente potrà oscurare quello che di grande è stato fatto dalla band di Manchester.

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