Qual è l'origine di Strawberry Fields Forever dei Beatles

Qual è l'origine di Strawberry Fields Forever dei Beatles

Strawberry Fields Forever è la canzone pop perfetta. Pubblicata come singolo nel febbraio del 1967, insieme a Penny Lane un’altra hit dei Beatles, suona alla grande ancora oggi. Dopo più di cinquant’anni.

Nel 2011 la rivista Rolling Stone la elesse al terzo posto delle canzoni più belle della band e al 76esimo tra le migliori in assoluto.

Let me take you down
‘Cause I’m going to Strawberry Fields
Nothing is real
And nothing to get hung about
Strawberry Fields forever.

Ma di cosa parla Strawberry Fields Forever?

“È un capolavoro che no… non tratta di campi pieni di fragole”. Così esordisce Simon Whistler di Today I Found Out, nel video che spiega l’origine della canzone. Nella descrizione del video su YouTube si trovano tutte le fonti consultate.

Strawberry Fields Forever venne scritta, anche se accreditata a Paul McCartney, esclusivamente da John Lennon. Scritta in un periodo strano. I Beatles, qualche mese prima, avevano tenuto il loro ultimo concerto al Candlestick Park di San Francisco, il 29 agosto 1966.

È un periodo molto fertile dal punto di vista artistico. Cominciato da Revolver a Magical Mystery Tour, passando per Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (la prima destinazione del singolo in questione, poi confluito nel MMT). Strawberry Fields Forever si trova all’interno di questo intenso flusso creativo.

L’origine spagnola di Strawberry Fields Forever

Lennon scrive la canzone in Almería, in Spagna, durante le riprese di “Come ho vinto la guerra”, nel quale il cantante interpreta la parte del soldato Gripweed. Tra una ripresa e l’altra Lennon si dedica alla scrittura del pezzo. In sei settimane porta a termine la prima stesura.

In un’intervista degli anni sessanta per Rolling Stone, Lennon dirà che voleva scrivere una canzone su Liverpool ed ebbe una visione che lo perseguitava.

L’infanzia di Lennon non fu semplice. Il padre è spesso lontano per lavoro. La madre fedifraga, viene messa incinta da un altro uomo. In seguito a un litigio familiare, tra Julia e la sorella Mimi che aveva chiamato i servizi sociali, John viene affidata a quest’ultima. E si trasferisce nel sobborgo di Woolton a Liverpool.

Vivere con la zia, dai modi duri e freddi, rende la sua vita grigia. Fatica a trovarsi degli amici. Per giocare, John scappa nel giardino accanto casa. Un locus amoenus che riesce a donargli, per qualche ora, serenità. Il giardino dell’orfanotrofio femminile Strawberry Field.

La metafora perfetta della sua adolescenza

L’orfanotrofio, come ha detto lo stesso autore, è stata una metafora di quegli anni difficili. Simbolo di gioie proibite, nascoste “dietro un muro”. Ma una volta varcato, si poteva godere di fiori magnifici, giardini segreti e dell’incontro con altri bambini, orfani come lui.

Quando nel novembre del 1966 Lennon fa sentire la canzone agli altri della band viene accolta con stupore. Così racconta quel momento Geoff Emerick, l’ingegnere del suono.

Ci fu un momento di silenzio. Rotto da Paul che disse all’improvviso: “È pazzesca”. Era una grande, grande canzone, sin dalla prima volta che John ce la fece sentire, accompagnandosi solo con la chitarra acustica.

La canzone viene terminata e registrata in un mese. Un processo tribolato, ma il risultato, come predetto da Paul è “pazzesco”. 

Oggi l’orfanotrofio, chiuso nel 2005, è ancora in stato di abbandono. Il cancello è pieno di scritte. È diventato negli anni una tappa per i fan dei Beatles di tutto il mondo. 

Un’ultima curiosità. Il titolo della canzone è Strawberry Fields con una “s” in più rispetto al nome dell’orfanotrofio. Il motivo? Una scelta di stile. Suona semplicemente meglio.

Immagine di copertina Francisco Antunes