Quando Ornella Vanoni cantava il Brasile: riascolta

Quando Ornella Vanoni cantava il Brasile: riascolta "L'appuntamento"

Come ti abbiamo raccontato in un articolo dedicato a un grande del jazz, Chet Baker, negli anni sessanta molti musicisti stranieri cantavano in lingua italiana. Proprio per questa ragione era nata una pratica di “scambio” che portava i nostri cantanti a esibirsi in un’altra lingua, o a proporre versioni italiane di brani stranieri. Talvolta nascevano capolavori: è il caso di L’appuntamento—il cui testo è stato scritto da Bruno Lauzi—portata al successo dalla voce inimitabile di Ornella Vanoni.

“Appuntamento con Ornella Vanoni”

Fra le cantanti italiane, Ornella Vanoni è probabilmente quella dalla carriera più longeva. Alla fine degli anni ’50 il pigmalione Giorgio Strehler scrisse per lei, insieme ad altri autori come Dario Fo, le belle “canzoni della mala milanese”, canti popolari contraffatti che Vanoni presentò nel 1959 in uno dei palchi italiani più prestigiosi, quello del Festival dei Due Mondi di Spoleto (di questa splendida città ti abbiamo parlato nella nostra guida alla Valle Umbra).

Inizia una carriera di successo lungo tutti gli anni ’60, costellati di interpretazioni di canzoni d’autore. Ma è alla soglia del successivo decennio che la sua fama in Italia diventa enorme. Il che avviene nel 1970, quando incide L’appuntamento, un samba vellutato, arrangiato splendidamente, che la voce di Ornella Vanoni illanguidisce ancor di più, al punto da farne un’astrazione pop e tutta italiana dell’idea di saudade. Il testo—una ragazza che parla in prima persona aspetta invano un “amato” fino a sera, stordendosi fra le luci della città e sotto la pioggia mentre ripensa ai suoi fallimenti sentimentali—l’ha scritto Bruno Lauzi, impareggiabile autore di canzoni per voci femminili. Il brano ha una storia particolare, e internazionale.

L’appuntamento. Storia di una canzone

Il brano infatti è una sorta di cover. Se il testo italiano è di Lauzi, la musica è quella di Sentado à Beira do Caminho, canzone del 1969 nata dalla proficua partnership di due celebri cantanti e songwriter brasiliani, Erasmo Carlos e Roberto Carlos (i due non sono parenti). Quest’ultimo era molto celebre in Italia, dove aveva vinto Sanremo nel 1968 insieme a Sergio Endrigo con Canzone per te. Sentado à Beira do Caminho, che parla anch’essa dell’attesa folle di un innamorato, era stata inserita nell’album del 1970 Erasmo Carlos e Os Tremendões. Uno dei pregi di L’appuntamento è l’essersi mantenuta molto fedele all’originale per quanto riguarda la musica, che è molto bella.

A sua volta, Roberto Carlos si era ispirato a una canzone del 1968 del cantante country-pop americano Bobby Russel, Honey (I miss you).

È questa la base “grezza” di tutte le successive versioni. Anche se—dato il continuo processo di riciclo su cui si basa l’esistenza della musica pop—si nota come questa a sua volta somigli molto a un brano di poco precedente e famosissimo, Somethin’ Stupid, portata al successo da Frank Sinatra, e molti anni dopo ripescata da Robbie Williams e Nicole Kidman.

Ornella Vanoni, Mina e la musica brasiliana

L’appuntamento non è certo un caso isolato. Un accostamento edulcorato e soft alla musica tropicale di matrice popolaresca è una sorta di moda del tempo. La canzone era stata proposta a Mina che la rifiutò, includendo però la versione dei Carlos nel suo album del 1970 Mina canta o Brasil.

La stessa Ornella Vanoni nel 1967 aveva proposto una versione italiana di Tristeza, canzone della prima metà dei ’60 di Nitinho e Haroldo Lobo.

L’appuntamento, oggi

L’appuntamento è una delle canzoni italiane più famose all’estero (anche negli Stati Uniti: compare nella colonna sonora del film Ocean’s Twelve di Steven Soderbergh). Le cover italiane sono molte. Ce n’è perfino una di Andrea Bocelli. La stessa Vanoni l’ha registrata nel 2008 insieme a Carmen Consoli. Tra le molte interpretazioni, te ne segnaliamo due, una bella, l’altra un po’ meno: la bella è di Roberto Dell’Era, bassista degli Afterhours.  L’altra è di Fiorello.

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