Perché alcune canzoni si trasformano in tormentoni e altre no?

Perché alcune canzoni si trasformano in tormentoni e altre no?

Che ci sia più di un collegamento natuale tra la musica che ci piace e il nostro cervello l’abbiamo ormai capito. Tantissimi sono gli studi pubblicati negli anni che hanno fatto luce sull’argomento.

Abbiamo visto ad esempio che più ascoltiamo musica più il nostro cervello funziona bene; che esiste una sezione del cervello dedicata alle note musicali che si attiva soltanto quando ascoltiamo una melodia; o ancora lo strano potere della musica che ci porta a ballare.

Sembra scontato allora che anche i tormentoni siano in qualche modo collegati alla nostra mente. Ma in che modo? Che cosa rende una canzone orecchiabile a discapito di un’altra?

Tanti sono gli studi a riguardo, ma forse si è trovata finalmente una risposta. Un lavoro condotto dalla Durham Universitiy e pubblicato sulla rivista Psychology of Aesthetics, Creativity and the Arts, avrebbe identificato i tratti distintivi che rendono una canzone un tormentone.

Per scoprirlo hanno sottoposto un questionario a 3mila persone circa chiedendo loro quali fossero le canzoni che ricordavano meglio nella musica pop, rock e rap. Dopodiché hanno confrontato le risposte con i pezzi entrati in classifica in quegli stessi anni, per vedere cosa è mancato alle altre canzoni (anche di successo commerciale). A quel punto sono state estratte sezioni melodiche e analizzati i tratti peculiari.

E così i ricercatori hanno capito che alcune canzoni per essere orecchiabili devono, almeno, avere un ritmo veloce e un’alternanza di pause e ripetizioni diverse dalla media. Come ad esempio “Smoke on the Water” dei Deep Purple, o “My Sharona”.

Ovviamente ci sono anche fattori esterni che contribuiscono a rendere una canzone un tormentone, come la frequenza con la quale viene trasmessa in radio o in tv, e il tempo di permanenza in classifica.

“Le nostre scoperte”, ha detto la professoressa Jakubowski che ha condotto lo studio: “mostrano che è possibile prevedere quali saranno le canzoni che rimangono più facilmente nella testa degli ascoltatori indipendentemente dal loro successo commerciale, basandosi soltanto sul contenuto melodico delle canzoni stesse. Così da aiutare i cantautori o i compositori di jingle pubblicitari a scrivere pezzi che tutti ricorderanno”.

Immagine via Wikipedia