Perché la musica ha il potere di commuoverci?

Perché la musica ha il potere di commuoverci?

La musica ci fa commuovere, ci fa ballare, ci fa rilassare… ma da dove nascono questi poteri? È qualcosa che accade solo nella nostra testa o è intrinseco nella musica?

Le ragioni non sono ovvie come possono sembrare. Quando ascoltiamo una canzone, il ritmo, il testo, l’assolo sono fattori che rendono la musica piacevole da un punto di vista intellettuale. Non sono loro a smuoverti e conturbarti. Ma allora cos’è?

Anche il padre della teoria evoluzionistica Charles Darwin definiva questo processo uno dei più misteriosi del genere umano. Molte sono le teorie che nel corso di questo secolo hanno provato a spiegare l’origine di questo mistero.

Secondo lo scienziato cognitivo Steven Pinker la musica non avrebbe in sé alcun particolare valore. Ti piace perché stimola precise zone del cervello. In pratica ascoltare musica sarebbe una mera perdita di tempo in un’attività che non ha alcun valore intrinseco.

Secondo altre teorie la musica sarebbe invece la prima forma di comunicazione umana. I motivi musicali erano l’alfabeto dei nostri antenati.

Quello che la musica ti trasmette molto probabilmente è un mix di tutte le teorie finora conosciute.

La musica ci aiuta a stare bene in un gruppo di persone molto esteso. Ballare e cantare insieme ci rende più tolleranti, più accoglienti, più altruisti, donando al gruppo anche una precisa identità sociale.

Secondo suggestive teorie recenti nel campo della neuroscienza ballare sarebbe un modo di rispecchiarsi nell’altra persona, ritrovando se stessi e condividendo senza parlare le proprie emozioni.

La musica diventa allora un invito a muoversi. Non è necessario farlo in gruppo, si può anche ascoltare da solo un pezzo, con gli auricolari sdraiato sul divano,percependo lo stesso quel sentimento di appartenenza a un gruppo.

Con una maggiore solidarietà, un gruppo può essere meglio attrezzato per sopravvivere e prosperare. Il ruolo della musica come collante sociale può essere notato dappertutto: dai canti di lavoro degli schiavi americani, ai marinai sulle navi e i soldati nella marcia. La musica ci lega l’uno all’altro. In questo senso la musica tocca le corde del nostro cuore, perché ci aiuta a creare un legame emotivo. Su questo istinto rudimentale ogni cultura ha poi creato un proprio linguaggio musicale, accordi e melodie che codificano particolari sensazioni.

Ma come una madeleine di Proust, ogni volta che ascoltiamo un pezzo, anche dopo anni, la prima cosa che ci ricordiamo è il sentimento che abbiamo provato quando l’abbiamo ascoltato la prima volta.

Immagine tratta da Flash Dance