Piero Ciampi, guida per principianti

Piero Ciampi, guida per principianti

Pochi conoscono Piero Ciampi. E quelli che lo conoscono lo amano o lo odiano, senza vie di mezzo, come non ne aveva lui. Cantante, poeta, musicista, autore, giocatore, bevitore ha sempre preferito tenersi alla larga dalla fama, anche quelle poche volte che questa ha bussato alla sua porta.

Nato a Livorno nel ’34, morto a Roma nel 1980, la sua vita è stata breve, gli album pochi, ma l’impronta che ha lasciato nella musica italiana è profonda.

Fin da giovane è stato uno spirito inquieto, iscritto all’Università l’abbandona presto per dedicarsi alla musica. La prima band la mette su con i suoi fratelli. Per vivere lavora in una ditta di oli di Livorno. Comincia a bere, la sua passione più sfrenata. Quando parte per il militare i suoi compagni ricorderanno, anni dopo, le sue grandi bevute e il carattere passionale, sanguigno, a volte violento.

Tornato a Livorno parte per cercare fortuna alla volta di Genova, poi da lì Parigi. Forse la Svezia, sicuramente la Spagna e l’Inghilterra. È una vita dedicata al vagabondaggio. Conosce Brassens, cantautore francese, e Céline, il romanziere europeo più importante del primo dopoguerra.

A riportarlo in Italia è l’amico conosciuto durante la leva, Reverberi, che adesso lavora nell’ambiente musicale e convince Piero a trasferirsi da lui a Milano. Il cantautore livornese incide il primo album, che non riscuote né un successo di critica né di pubblico.

Le canzoni, musicalmente, rientrano nella tradizione italiana, ma nei testi si intravede quello che sarà il suo lessico: malinconico, duro, triste.

Da Milano si sposta a Roma a lavorare soprattutto come autore. I suoi testi vengono interpretati da cantanti in voga quegli anni, tra cui Gigliola Cinquetti. Il suo secondo album viene pubblicato quasi dieci anni dopo il primo. Si intitola semplicemente Piero Ciampi. In esso sono contenuti pezzi che finalmente trovano la giusta misura di musica e testi“Sporca Estate” è la canzone capolavoro che apre l’album. In essa sono contenute tutte le difficoltà della vita di Piero. L’abbandono della moglie, i tradimenti, l’alcol, i figli. È un pezzo indimenticabile.

Il biennio 1975-1976 è decisivo per la carriera di Piero. Viene pubblicato il suo album più importante, Andare, Camminare, Lavorare a altri discorsi. Si trovano tutte le canzoni di Piero che avranno più fortuna dopo la sua morte, come “Ha tutte le carte in regola” e “Il vino“.

Nel 1976 Piero Ciampi viene invitato all’importantissima manifestazione del Premio Tenco. È la terza volta che gli inviano la partecipazione, ma lui ha sempre rifiutato, in modo laconico, scontroso. Lo riescono a convincere con un anticipo di 130mila lire. È un’esibizione storica: Piero si presenta davanti a una platea incravattata e snob, completamente ubriaco. Gli dicono che ha mezz’ora per suonare, e lui si presenta con un ritardo imbarazzante. Durante uno dei suoi pezzi uno spettatore dal pubblico lo insulta e lui ritrovando all’istante la lucidità gli ribatte: “Tu sei un anonimo, se vuoi parlare devi venire quassù, io rischio e te no“. Poi attacca “Adius”:

Come previsto dopo la morte, Piero diventa una leggenda. Molte le manifestazioni, i concerti in memoria e le cover dei più importanti musicisti italiani durante i loro live: Lucio Dalla, Gino Paoli, Vinicio Capossela e Piero Pelù, soltanto per fare qualche nome. Piero Ciampi è diventato presto un’icona punk, un maudit… Ma invece di trovare etichette inglesi o francesi da attribuirgli, che stonano con la sua figura, il modo migliore per rendergli omaggio è ascoltarlo senza preconcetti e ricordarlo come lui stesso amava definirsi: “Piero Litaliano“.

Immagine via YouTube