I Pink Floyd e Zappa sullo stesso palco: qualcosa che nella musica non si ripeterà mai più

I Pink Floyd e Zappa sullo stesso palco: qualcosa che nella musica non si ripeterà mai più

Penso che un sogno così non ritorni mai più.

È la prima cosa che abbiamo pensato quando abbiamo visto il video di questa jam session del 1969. A condividere lo stesso palco, in quell’occasione e sotto i nostri occhi, sono i mostri sacri del rock: i Pink Floyd e Frank Zappa. Ma come è stato possibile mettere in scena questo straordinario incontro?

Zappa allora aveva solo 29 anni, ma aveva già chiuso la parentesi con i Mothers of Invention che aveva dato alla luce cinque album. Da solista aveva appena pubblicato “Hot Rats” e si apprestava a raccogliere i frutti di quella pietra miliare del rock, che lo avrebbe reso celebre anche in Europa.

I Pink Floyd, invece, si erano da poco lasciati alle spalle il “peso carismatico” di Syd Barrett, e stavano portando avanti il progetto con la formazione che sarebbe diventata storica. Gilmour, WatersWright e Mason.

Un incontro speciale in Belgio

Siamo nell’ottobre del 1969, in Europa. Qualche mese prima, Negli Stati Uniti, per la precisione a Bethel, nello stato di New York, si era tenuta una manifestazione eccezionale che avrebbe presto cambiato il corso della storia e della musica di quegli anni. Stiamo parlando, ovviamente, del festival di Woodstock.

In Europa nonostante la massiccia presenza di fan del rock si sentiva la mancanza di una manifestazione del genere. E così quell’anno viene istituito il  festival d’Amougies, nell’omonima cittadina belga. Un festival ripetuto poi soltanto in due altre occasioni, nel 1994 e nel 2014.

Il festival, chiamato anche “Actuel” dal nome della rivista controculturale francese che l’aveva sponsorizzato, dura cinque giorni, dal 24 al 28 ottobre. Sul palco si alternano nomi di assoluto prestigio nel panorama free jazz, rock e prog di quegli anni. Qualche nome, tanto per richiamare alla mente l’adagio di Modugno poco sopra citato.

Ten Years After, The Nice, Art Ensemble of Chicago, Yes, Soft Machine, Gong, Archie Shepp. E poi ovviamente i Pink Floyd. Frank Zappa non era previsto suonasse, chiamato solo per presentare la kermesse. Così ha raccontato Zappa anni dopo, con un aneddoto divertente, la sua partecipazione:

È stato dopo che i Mothers of Invention si erano sciolti. Mi hanno contattato e mi hanno offerto 10mila dollari per presentare il festival. Tutte le spese pagate. Tutte. Non ho potuto rifiutare. Appena arrivo scopro che nessuno parla inglese… Non me l’avevano detto…

Una jam stellare

Quando è il momento di salire sul palco, i Pink Floyd suonano “Set the controls of the heart of the sun”, “Green is the colour” e “Careful with that axe, Eugene”. Prima dell’ultimo pezzo, “Interstellar overdrive”, sale sul palco, con Fender e foulard al collo, il maestro Zappa. L’unico, come disse Nick Mason nel 1973 ricordando l’evento, riportato dalla rivista rockol “Che poteva suonare con noi. Quel poco che ha fatto ad Amougies, lo ha fatto con il piglio giusto. Per la nostra musica e per il modo in cui ci comportiamo sul palco, è davvero difficile improvvisare con noi”.

Il video dell’esibizione dura una decina di minuti ma è un reperto straordinario. Dopo un lungo attacco ipnotico con tastiera e batteria a farla da padrone, Zappa si insinua discretamente nella jam. Mason, indiavolato alla batteria, si volta di continuo a guardare Zappa. In attesa di ascoltarlo. Le zoomate sul viso baffuto mostrano un genio della chitarra al lavoro. È attento a come si muovono gli altri musicisti, vuole entrare nella jam con le “giuste vibrazioni”.

Il dj Prince Faster ha scritto a proposito del live:

Zappa si insinua in “Interstellar overdrive” come un serpente che pian piano stritola nelle sue spire la povera vittima. I Pink Floyd restano sorpresi dalla performance dell’artista di Baltimora e la session diviene un flusso indeterminato di suoni psichedelici.

Per tanti anni questo straordinario reperto, quasi sempre per questione di diritti, è stato rimosso da YouTube. Fino a quando lo spezzone è finito nel dvd del mastodontico box “The early years 1965-1972” del 2016.

Oltre a essere stato rimosso da YouTube per lungo tempo è stato rimosso anche dalla memoria di Zappa. Forse la sua mente era un po’ troppo distratta (per non dire alterata) in quel periodo. Molto tempo dopo, in un’intervista, gli venne chiesto, in forma di gioco: “Lei ha suonato con i Pink Floyd. Vero o falso?” “Falso.” “È sicuro?” “Sicurissimo”… Chissà se poi s’è ricordato…

Immagine di copertina tratta da YouTube