I Pink Floyd al Pantheon: le cover perfette dell'artista di strada Serin

I Pink Floyd al Pantheon: le cover perfette dell'artista di strada Serin

In inglese si chiamano busker, sono gli artisti di strada. Musicisti, clown, giocolieri, statue viventi si esibiscono gratuitamente nelle piazze, nelle vie, confrontandosi con le intemperie e i rumori cittadini, chiedendo qualche spiccio e di essere ascoltati.

Si esibiscono soprattutto nei centri storici e ce ne sono di bravissimi. Sicuramente ti sarà capitato di fermarti per qualche minuto ad ammirarne uno. I più fortunati, a piazza del Popolo a Roma, avranno magari avuto il privilegio (perché così è il caso di chiamarlo) di ascoltare Dario Rossi. Un batterista pazzesco che usa barattoli, tamburi, scatole di latta, padelle e catene per suonare i suoi pezzi techno.

I Pink Floyd al Pantheon, le cover di Serin

Sempre a Roma, davanti al Pantheon, ogni tanto suona un chitarrista di origine croata che porta in strada il suo talento da quasi vent’anni. Magari anche tu l’hai incontrato: porta con sé un piccolo amplificatore Marshall e una chitarra Fender a tracolla. Si chiama Serin. È così bravo da aver attirato l’attenzione anche di alcune testate internazionali online.

Tra le cover preferite di Serin—realizzate con estrema cura—c’è il repertorio dei Pink Floyd. Another Brick in the Wall, Comfortably Numb, Shine on You Crazy Diamond. Pezzi complicatissimi da risuonare (e cantare), per tecnica e sentimento. Gli assoli eseguiti da Serin incantano i passanti. 

Le sue cover hanno convinto anche i fan più sfegatati di David Gilmour e Roger Waters che così hanno scritto su un forum dedicato:

In una deliziosa serata italiana, questo oscuro musicista di strada ha allestito il suo palco davanti al Pantheon. Ha suonato una fantastica versione di ‘Comfortably Numb’ dei Pink Floyd, mettendo in mostra anche la sua meravigliosa voce. Se chiudi gli occhi sembra di sentire David Gilmour e Roger Waters.

La difficile vita degli artisti di strada

Molti sono stati gli artisti riconosciuti del panorama musicale a essersi interessati alla musica di strada. Come ad esempio Lucio Dalla o Sting che hanno partecipato direttamente a festival dedicati ai busker. Qualcun altro, come Bon Jovi, si è esibito al Covent Garden di Londra. O Bruce Springsteen che alla fine degli anni Ottanta improvvisò, per la gioia dei passanti di Copenaghen, un mini concerto suonando anche la splendida “I’m on Fire”.

Altre volte si è voluto tentare un esperimento. Suonare “in incognito” per vedere la reazione dei passanti. Due casi esemplari.

Joshua Bell, uno dei violinisti più acclamati al mondo, nel gennaio del 2007, suonò nella metropolitana di Washington in incognito. Con un violino Stradivari. Alla fine della giornata Joshua racimolò appena 30 dollari.

Nel 1993, Biagio Antonacci fece lo stesso a Milano. Nella stazione centrale. Cacciato via dai Carabinieri, fu un operaio della Metro a riconoscerlo. In quell’occasione, Antonacci disse che a Londra una cosa del genere non sarebbe mai successa.

La legge sugli artisti di strada in Italia

E Antonacci aveva ragione. La situazione, oggi, non è poi tanto cambiata. In Italia non c’è una legge unitaria per gli artisti di strada. Soltanto a livello regionale il Piemonte e la Puglia ne hanno una apposita. Il dibattito negli anni 2000 ha visto anche l’intervento, a difesa dei busker, del premio Nobel Dario Fo.

Oggi, a Milano ci si comporta in un modo (con un sistema di turnazioni e una piattaforma online); a Firenze in un altro, e così anche a Roma. Ti consigliamo, a questo proposito, un ricco articolo di Giulia Echites, pubblicato su La Repubblica, che riporta anche le esperienze di alcuni artisti di strada. 

Serin, nei suoi 20 anni di concerti in strada, ha visto come è cambiato l’atteggiamento delle forze dell’ordine nei suoi confronti. E nei confronti dei suoi colleghi. In un’intervista per “La voce dei senzatetto”, ha spiegato come una volta, di mattina ci si potesse esibire per più ore. Oggi ha a disposizione due fasce orarie di appena due ore l’una. Da condividere con gli altri musicisti. Per uno che suona i pezzi dei Pink Floyd, lunghissimi, è una assurda penalizzazione.

Immagine di copertina via YouTube