I pezzi più belli e meno noti di Giorgio Gaber

I pezzi più belli e meno noti di Giorgio Gaber

Giorgio Gaberscik, noto come Giorgio Gaber, o più semplicemente il signor G, è stato uno degli artisti più importanti della musica italiana e europea.

Cantante, chitarrista, commediografo, regista, attore, e scrittore, l’artista milanese è noto al grande pubblico soprattutto per il suo lavoro teatrale.

Anche se l’inizio della sua carriera è in televisione. Tra le apparizioni più note e amate: Gaber nel “Musichiere” del 1959, in “Questo e quello” del 1964, Gaber che canta in “Senza rete” del 1969, oppure Gaber che duetta con Mina.

Negli anni ’60 incide due grandissimi successi commerciali: Non arrossire e La ballate del Cerutti.

Sono gli anni della ricerca di un’identità. L’ispirazione gli viene dalla musica folk americana e francese, in particolare da Jacques Brel, riconosciuto da Gaber come “il suo maestro”.

In questi primi anni non si contano le sue apparizioni televisive, in spettacoli musicali e di varietà.

Agli inizi degli anni ’70 c’è la grande svolta. Gaber lascia definitivamente la televisione per lavorare a teatro, dove porta i suoi brani più celebri.

Nasce allora il signor G, pseudonimo scelto dal musicista per mantenere un anonimato artistico: il signor G. è “un signore come tutti”, dice Giorgio, “pieno di contraddizioni e di dolori”.

Il teatro canzone di Gaber durerà fino agli anni ’90. Giorgio Gaber muore nel 2003 a 64 anni, lasciando un canzoniere immenso che ha conquistato un pubblico vastissimo, grazie alle sue canzoni sia popolari, sia impegnate, con una straordinaria varietà nelle sue tematiche.

Abbiamo voluto rendere omaggio al signor G. con una playlist delle sue canzoni più belle e meno note.

Immagine via YouTube