Il video che ti spiega come i Radiohead compongono i loro brani

Il video che ti spiega come i Radiohead compongono i loro brani

Perché i Radiohead sono così bravi?

Posta così la domanda, la risposta non sarà molto soddisfacente—sono bravi perché sono bravi. Se invece andiamo a cercare i modi peculiari del loro songwriting, scopriremo qualcosa di interessante su una delle band più grandi degli ultimi decenni, sempre in bilico fra la piacevolezza e l’astrusità—fatto ammissibile anche da chi mal sopporta l’aria perpetuamente “dannata” della band di Thom Yorke.

Molti scandagliano i pezzi dei Radiohead cercandone i “segreti”. Bisogna affidarsi alle guide giuste. Su YouTube, ad esempio, evitiamo di soffermarci su inutili lunghissimi video, come questo sul ritmo sincopato di Videotape (nel video sopra)—che spostano l’attenzione sul trick senza chiedersi come contribuisca al senso della canzone—e guardiamo insieme invece un episodio di The Artist Series dal canale Holistic Songwriting.

È un breve videosaggio in cui il produttore Friedemann Findeisen prova a spiegare come i Radiohead scrivono una sequenza di accordi. Quali sono gli aspetti tipici di un “giro” di una canzone dei Radiohead.

Come i Radiohead scrivono una sequenza di accordi. I pezzi semplici

La piccola “guida” contiene informazioni interessanti soprattutto per la “maggioranza silenziosa” del pubblico musicale che non ha dimestichezza con la musica suonata. Si inizia da Creep, una delle canzoni più note (e meno amate dai Radiohead).

Il giro di Creep, in sol maggiore, è semplice: Sol, Si, Do, Do minore. È anche molto sfruttato: il ritornello di Help the aged dei Pulp, per esempio, ha identici accordi. Questa base armonica in Creep supporta il testo angoscioso e sudaticcio, ed entrambi sono valorizzati da una melodia vocale che, nel ritornello, arricchisce la base armonica nella direzione indicata dal testo.

Da notare: l’arpeggio discendente di Si maggiore sulla parola “weirdo”; l’indugio sulla nota “Si” alla parola “here”, che trasforma l’accordo di Do in Do Maj7 (conosci benissimo questo accordo di settima: Erik Satie l’ha eternato come “oggetto sonoro” nella Gymnopédie n. 1); il “Si bemolle” sulla parola “belong”, che trasforma il Do minore in Do min7. Senza questi segnali, mancherebbe la certificazione sonora di un aspetto importante della canzone: il crogiolarsi, dello “sfigato” che canta, nella condizione che dice di patire.

Il punto è insomma che i Radiohead pensano a una canzone come a un organismo. E scrivono melodie molto aderenti alle sequenze di accordi. Quindi ideate insieme, o dopo il giro di accordi, ma, probabilmente, non prima.

“Un sorriso fuori posto in un mondo oscuro”

L’atmosfera dei pezzi dei Radiohead è definita, nel video:

Uno strano sorriso fuori posto in un mondo oscuro.

Se lo è, lo si deve anche ai modi caratteristici con cui  Yorke e soci costruiscono le serie di accordi. C’è la “sostituzione” di un accordo maggiore con il suo aspetto minore. Come nell’introduzione di No surprises, Fa maggiore / Sib minore (anziché il più semplice e “aperto” Sib maggiore).

Altre volte, come in Creep (vedi sopra) o all’inizio della parte cantata di Nude, gli aspetti maggiore e minore di un accordo si succedono immediatamente. Un’alternanza suggestiva, molto usata nella musica pop e rock (pensiamo all’inizio di River Man di Nick Drake o a quello di I Talk to the Wind dei King Crimson)

La “discesa” di mezzo tono degli accordi, poi, come in alcuni momenti di Karma Police o in Pop is dead, è davvero tipico dei Radiohead. E dà ai giri una qualità stridente e straniante. Anche le melodie spesso salgono o scendono di un semitono: vedi 2+2=5 e Pyramid song.

Le canzoni più “difficili”: Paranoid Android

L’abitudine di scrivere sequenze di accordi e melodie strettamente correlati, emerge ovviamente anche in brani più complessi come Paranoid Android, in pratica una suite progressive-rock compressa al punto da somigliare a una canzone. L’andamento di Paranoid Android è congegnato con la stessa precisione in ogni punto proprio per apparire, paradossalmente, divagante.

Nonché angoscioso e aggressivo. Questo risultato si deve, dal punto di vista degli accordi e della melodia, anche all’insistenza soprattutto della voce (ma anche del basso e dell’ostinato della chitarra effettata), sulla nota Mi (naturale), sesto grado alzato di Sol minore: la tonalità attorno a cui ruota tutta la prima sezione del brano. La scala segue dunque il modo “dorico”, come si sostiene nel video.

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Il Sol minore “sporcato” col Mi naturale (“Gmin6“, ascoltalo qui), del resto, conclude anche la sequenza di accordi della strofa, e un Mi naturale conclude l’arco melodico che Thom Yorke ci canta su, come vedi nell’immagine sotto. L’atmosfera ossessiva di Paranoid Android viene soprattutto da qui.

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Se ti senti un po’ confuso, cambiamo aria e concludiamo riascoltandoci un pezzo tranquillo, la vecchia High&Dry. Yorke la considera una schifezza, ma a noi piace lo stesso.

Immagine: Copertina