Rage Against the Machine, uno dei gruppi rock più originali degli anni '90

Rage Against the Machine, uno dei gruppi rock più originali degli anni '90

Quando pensiamo al suono degli anni Novanta, ci rimbombano nelle orecchie le chitarre pesanti e distorte del grunge dei Nirvana, dei Pearl Jam, dei Soundgarden. Ma un fulmine ha attraversato quel decennio, una band dal suono originale che avrebbe fatto scuola. I Rage Against the Machine.

Dopo aver assistito a un live del rapper Zack De La Rocha, nel 1991, il chitarrista Tom Morello decide di mettere su un gruppo. Al quale si uniranno anche il batterista Brad Wilk e al basso Tim Commerford. Questa è la formazione principale dei RATM.

Registrano il loro primo demo senza mai essersi esibiti dal vivo (se si esclude un live a casa di un amico di Tom). Il demo è una cassetta di 12 pezzi, molti dei quali formano il materiale del primo album. Le copie di quel demo passano di mano in mano dei loro amici. È un inarrestabile passaparola. Vendono cinquemila copie. Una specie di record.

Neanche hanno iniziato e già alcune case discografiche si offrono di seguirli. Loro scelgono la Epic, “d’accordo su qualsiasi cosa chiedessimo, non abbiamo mai percepito conflitti ideologici, mentre abbiamo mantenuto la nostra creatività”.

Il primo album, una pietra miliare del rock

Nel novembre del 1992 esce Rage Against the Machine. Più tardi, insieme a The Battle of Los Angeles, entrerà nella lista dei “migliori dischi di sempre” secondo Rolling Stone. Conquista tre dischi di platino, trainato soprattutto da un singolo pazzesco: “Killing in the name”. E accompagnato da tracce potenti come “Bullet in the Head”, la prima canzone incisa in assoluto dalla band.

Dietro ogni brano dei RATM si mostra l’impegno politico che coinvolge tutti i componenti della band. Oltre a suonare, sono nella prima fila di tutte le manifestazioni civili degli Stati Uniti. Così Danny Stones, su ondarock,  spiega e storicizza l’impegno dei RATM.

Se mai c’è stata una band che ha saputo unire l’impegno sociale al divertimento, il fuoco attivista della giovane età alla matura e personale presa di coscienza del momento storico, questo gruppo, erano, almeno fino agli inizi degli anni Novanta, soltanto i Clash. […] È sulla [loro] linea che dobbiamo affiancare uno dei maggiori fenomeni rock dei Novanta, i Rage Against the Machine.

I loro messaggi di protesta vengono portati anche sul palco. Al festival di Lollapalooza, per denunciare pubblicamente il comitato di genitori americani che censurava gli album discografici, si presentano completamente nudi sul palco.

Musicalmente i brani dei RATM oltre a essere contraddistinti da un bellissimo flow rap di Zack, mostrano tutto il virtuosismo di Tom. Chitarrista formato sui Red Hot Chili Peppers e i Led Zeppelin, nei suoi assoli effettati non sembra neanche di sentire una sei corde.

Evil Empire, i live esplosivi e un altro capolavoro

Nel 1996 esce Evil Empire che li lancia al primo posto della classifica. La frase è una citazione di Reagan che nel 1982 definiva così l’Unione Sovietica: “l’impero del male”. L’album è trainato dal singolo Bulls on Parade.

Nel 1998 esce il Live & Rare che contiene anche alcuni brani inediti. Ma è il terzo album, The Battle of Los Angeles, pubblicato nel 1999, a riportarli sulla cresta dell’onda. Doppio disco di platino, ormai i fan dei RATM sono milioni in tutto il mondo. Nel 2000 si esibiscono davanti a Wall Street. L’esibizione di “Guerilla Radio” viene premiata ai Grammy Award come Best Hard Rock Performance.

Segue l’album Renegades, composto da cover di brani dei DEVO, degli Stooges, di Bruce Springsteen e di Bob Dylan. Un disco orecchiabile ma dove la vena creativa sembra spenta.

Si sciolgono in un periodo difficile per l’America, in cui viene eletto George W. Bush. Tra i motivi dello scioglimento, c’è anche quello del fallimento degli obiettivi, fissati dal gruppo stesso il giorno della nascita.

Zack se ne va (portando avanti una carriera solista ricca di collaborazioni illustri), e i restanti componenti della band lo sostituiscono con Chris Cornell. L’impegno politico è sparito dalla scena. Daranno vita agli Audioslave, ma questa è tutta un’altra storia.

Immagine di copertina | Brad Wilk durante un concerto nel 1994