Ramones, guida per principianti

Ramones, guida per principianti

Il punk non sarebbe stato niente senza i Ramones. L’importanza della band newyorchese è stata talmente grande che non si può relegare soltanto a un genere: il loro impatto nella musica contemporanea è stato rivoluzionario.

La loro carriera inizia a metà degli anni settanta, quando Jeffrey, Johnny, Tommy e Dee Dee decidono di mettere su una band e prendendo in prestito uno pseudonimo di Paul McCartney fingono di essere tutti fratelli.

In una carriera lunga più di vent’anni, i Ramones sono stati in grado di mantenere intatta nel tempo la loro formula punk degli esordi. Una miscela esplosiva che ha permesso loro di farli apprezzare dal pubblico, dalla critica e dai musicisti. Brani brevi, orecchiabili, suonati veloci e con grinta. In quegli anni a farla da padrona era soprattutto la musica sperimentale, il progressive.

Ad ascoltarli a distanza di anni i pezzi dei Ramones non perdono nulla in energia e sfrontatezza. Un punk rock minimalista che ha spinto centinaia di band a emulare e trarre ispirazione. Dopo i Ramones tutti potevano fare rock, così come dopo Bob Dylan tutti potevano cantare.

Tra le grandi novità dei Ramones a quel tempo c’è stata anche quella del look: magliette aderenti, giubbotti di pelle e jeans strappati.

Il loro album d’esordio esce nel 1976 e contiene canzoni memorabili come “Blitzkrieg Bop” e “I Wanna be Your Boyfriend“. Un album cortissimo, dura appena mezz’ora, che alla sua uscita lascia pubblico e critica senza parole.

Dopo un buon secondo album è con la terza opera, il loro capolavoro, Rocket to Russia, che i Ramones si affermano nella scena underground mondiale. “Sheena is a punk rocker” è il brano più emblematico.

Ci sono anche altre perle in questo album come “Cretin Hop” e “Rockaway Beach”. Non mancano anche i brani più soft, come “Here Today, Gone Tomorrow“.

Come spesso accade nel lavoro dei Ramones sono presenti anche cover, come la  celeberrima “Surfin Bird” dei Trashmen. Suonata con la solita grinta e lo stesso spirito punk.

Anche senza scalare le classifiche di vendita, i Ramones alla fine degli anni ’70 sono sulla bocca di tutti gli appassionati di rock. La loro vera natura si rivela nei live, epici e nel contatto con il pubblico, non soltanto con i dischi venduti. Con il quarto album, i Ramones si ammorbidiscono e preferiscono suonare di più i pezzi lenti e pop. Come ad esempio “Don’t come close“.

Siamo agli inizi degli anni ’80 e la virata dei Ramones lascia alcuni fan della prima ora interdetti. I successivi due album, il primo prodotto da Phil Spector, accentuano il lato pop della band. Inizia un periodo meno felice, i pezzi cominciano a somigliarsi troppo, anche se spuntano ogni tanto composizioni memorabili, come “Daytime Dilemma“.

La parabola veloce dei Ramones si chiude nel 1995, con l’album Adios Amigos che si apre con un’altra cover, stavolta presa dal repertorio di Tom Waits: “I Don’t Wanna Grow Up“. È un manifesto: niente sintetizza meglio che cosa vuol dire essere punk nella vita.

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