La rarissima registrazione in cui Debussy suona un suo brano al pianoforte

La rarissima registrazione in cui Debussy suona un suo brano al pianoforte

Si potrebbe prendere in prestito una citazione di Marcel Proust e riadattarla per l’occasione: “Un’opera d’arte è il prodotto di un io diverso da quello che si manifesta nelle nostre abitudini, nella vita sociale, nei nostri vizi”. Nel passo originale si parlava di libri.

Anche per chi crede a Marcel (gli altri pensano che l’opera d’arte non sia distinta o separabile dal resto dell’uomo), spesso e volentieri, la figura dell’autore ci affascina. L’abbiamo visto proprio con lui, con un raro filmato che mostra Proust scendere una scalinata.

E così anche ascoltando le poesie dei grandi del Novecento dalla loro stessa voce (incluso un giovanissimo Leonard Cohen). Filmati e registrazioni che non arricchiscono le loro opere, ma che scaldano i nostri animi appassionati.

Seguendo questo filone vogliamo farti sentire una rara registrazione, risalente al primo Novembre del 1913. Quando davanti a una tastiera del pianoforte meccanico automatico Welte-Mignon si sedette uno dei più grandi del Novecento: Claude Debussy.

Il pianoforte Welte-Mignon

Questo particolare pianoforte, messo in commercio dal 1905, con il nome di Mignon, permetteva di registrare su strisce perforate di carta (chiamate “rulli di carta per note”) e riascoltare in alta qualità il suono. Questi strumenti costavano molto a quel tempo e le registrazioni erano preziose.

La ditta si rivolse ai più grandi dell’epoca, registrandone al 1932 circa 5500. Si possono sentire registrazioni di Vladimir HorowitzCamille Saint-Saëns, Alexander Scriabin, Gustav Mahler, George GershwinClaude Debussy.

Claude venne ingaggiato per eseguire 14 brani dal suo repertorio. Tra le quali alcuni bellissimi PreludiD’un cahier d’esquisses La Soirée Dans Grenade. Quest’ultimo in particolare è uno dei tre movimenti di Estampes, una suite per pianoforte composta nel 1903 ispirata dai poeti simbolisti e dai pittori impressionisti.

Proprio questo movimento si può ascoltare nella prima registrazione, sentendo il personalissimo tocco al piano del maestro. Debussy era un sognatore e la musica sognava con lui.

Debussy suona Debussy

Come ha scritto Massimo Mila, nella sua “Breve storia della musica”: le opere di Debussy sono una “deliziosa raccolta di raffinate e sottili notazioni, fantastiche, drammatiche, leggendarie, paesaggistiche, umoristiche; uno specchio dai molti e preziosi riflessi, della sua sensibilità più intima e sincera”.

Se nel video sopra abbiamo ascoltato “Le Soirée Dans Grenade”, qui sotto si possono sentire tre Preludi: “Danseuses de Delphes“, “La Cathédrale engloutie” e “La danse de Puck“.

Debussy a riascoltarsi si sorprese per la qualità del suono, e inviò una lettera a Edwin Welte in cui lodò questo particolare pianoforte e affermò che era “impossibile raggiungere una maggiore perfezione di riproduzione rispetto a questa”.

Durante la registrazione, bellissima e struggente, Debussy aveva 52 anni ed era già malato di cancro. Sarebbe morto meno di cinque anni dopo, nel marzo del 1918. Troppo presto, ma non per restare fuori dall’Olimpo dei più grandi della storia.

Immagine via Flickr