Come la realtà virtuale cambierà il mondo della musica

Come la realtà virtuale cambierà il mondo della musica

L’Oculus Rift, per i pochi che ancora non lo sapessero, è una maschera da indossare sul volto per la realtà virtuale. Lanciato ufficialmente l’11 giugno di quest’anno sarà a disposizione del grande pubblico nei primi mesi dell’anno prossimo.

L’Oculus è stato progettato prima di tutto come dispositivo per giocare a console e aumentare l’immedesimazione ludica. Ma è chiaro fin da ora che sarà un oggetto dalle mille  potenzialità.

Più che un semplice dispositivo di gioco è da intendere prima di tutto come una nuova piattaforma di comunicazione. Il suo avvento stravolgerà il mondo dell’intrattenimento, non soltanto cinema e videogame. Factmag ha infatti ipotizzato tre grandi cambiamenti che l’avvento della realtà virtuale porterà nella musica.

Musica dal vivo

Il futuro della musica non è quello di essere ascoltata in streaming come molti programmi oggi ti permettono di fare, ma è offrire l’esclusività. Concerti privati e giri dietro le quinte per i fan. L’Oculus permetterebbe di ascoltare la musica durante i concerti, unendo l’esperienza uditiva a quella visiva. Basterà, come è stato già fatto, registrare un concerto utilizzando telecamere e audio 360 gradi, in questo modo si avrà la possibilità di assistere a un concerto da casa e vedere l’ambiente circostante muovendo la testa.

Creare

L’Oculus Rift sarà disponibile con un controller chiamato Oculus Touch. Non soltanto sarà possibile “controllare” i comandi, ma creare un vero e proprio prolungamento delle tue mani in un ambiente virtuale. Dei sensori saranno in grado di registrare qualsiasi gesto con la mano, anche il più complesso. La possibilità è quella di creare tracce musicali muovendo le braccia e senza più cursori e tastiere.

Collaborazione 

La collaborazione è fondamentale per il processo creativo: se hai un gruppo sai quanto vedersi sia stimolante e necessario. Ma non sempre è possibile, soprattutto se si è a distanza. L’Oculus Rift permetterà di lavorare con altri musicisti, lontani geograficamente, nello stesso ambiente virtuale. Gli stimoli saranno quindi infiniti, e le contaminazioni estremamente creative.

Può sembrarti fantascienza, ma se la “comunicazione” è la ragione per cui l’Oculust Rift è stato acquistato da quel genio di Mark Zuckerberg significa che mettere tutto questo in pratica è solo una questione di tempo.

Immagine via Wikipedia