Red Hot Chili Peppers, guida per principianti

Red Hot Chili Peppers, guida per principianti

Per ricostruire la storia dei Red Hot Chili Peppers dobbiamo fare i conti con il suo chitarrista John Frusciante. Le due vite dei Red Hot coincidono con le due vite di John.

La loro consacrazione mondiale è arrivata tardiva e da questo momento ci sembra giusto cominciare a narrare la loro storia: dal 1999 quando esce Californication.

L’album ha venduto 9 milioni di dischi in tutto il mondo. Da questo fortunatissimo album sono stati estratti ben cinque singoli di successo. La band è al completo, al suo massimo splendore. La formula è perfetta, tanto che già il primo singolo proietta la band in vetta alle classifiche di tutto il mondo. È “Scar Tissue“, ormai diventato un classico del rock.

Dopo questa traccia, seguono “Around The World”, “Otherside”, “Road Tripping” e “Californication”. Il tour mondiale è un successo, suonano a Woodstock e al concerto nella piazza Rossa di Mosca: due giganteschi eventi musicali che passeranno alla storia degli anni ’90.

Nel video di Scar Tissue si vede la band in macchina su una strada americana. A vedere come sono conciati, con vestiti strappati, chitarra rotta e bendaggi sembrano averne passate di tutti i colori, ed è proprio così. Prima di questo album, i Red Hot ne hanno pubblicati sei, da metà anni ’80 fino a metà anni ’90.

I pilastri della band, all’inizio della carriera, sono il cantante, Anthony Kiedis, e il bassista Michael Balzary, in arte “Flea“, amici dall’età di 16 anni. Il loro album d’esordio, omonimo, trova un discreto successo in America e viene preceduto dal singolo “Out in L.A.

Già con il secondo album, Freaky Styley, del 1985, iniziano i primi problemi del gruppo con la droga. La dipendenze di Anthony e Slovak, il chitarrista, cominciano a ripercuotersi sulla musica. Slovak, durante i live, dimentica le sue parti e commette errori.

Con il terzo album, i Red Hot raggiungono il successo negli Stati Uniti ma purtroppo non per la loro musica, ma per il loro essere irriverenti e autodistruttivi. Le condizioni del chitarrista peggiorano e la band pensa a licenziarlo: muore il 27 giugno del 1988 per overdose.

La band si scioglie, Kiedies parte per il Messico a disintossicarsi, il batterista viene ricoverato in un ospedale psichiatrico e l’unico a mantenere vivo il fuoco è Flea. Quando Anthony ritorna, Flea lo convince  a suonare di nuovo: ha trovato un chitarrista, si chiama John Frusciante e ha 18 anni.

Nell’album che segue, Mother’s Milk, dedicano “Knock Me Down” all’amico scomparso.

L’album raggiunge le 500mila copie vendute, ma è soltanto con l’album del 1991 che i Red Hot conquistano finalmente il successo che meritano: Blood Sugar Sex Magik è una delle opere più influenti degli anni ’90. Sette dischi di platino in America. 17 perle registrate dal vivo. “Give it Away” vince il Grammy e “Under the bridge” va in rotazione infinita su radio e tv.

Aggiornano i suoni più propriamente funky e heavy metal del primo periodo, sperimentando. Ne viene fuori un originale incrocio di più generi musicali. Si passa dal punk all’hardcore, dall’hip hop all’hard rock: uno stile che darà nuova vita ai Red Hot.

Nel 1992 inizia il loro lunghissimo tour mondiale, ma durante una tappa in Giappone Frusciante dà l’annuncio del suo ritiro. Se ne va per l’ennesimo litigio con la casa discografica.

Nel 1994, prende il suo posto Dave Navarro, l’ex chitarrista degli Jane’s addiction. One Hot Minute  è più commerciale rispetto al precedente, ma altrettanto ricco di tracce notevoli. “My friends“, dedicata all’attore River Phoenix, e “Pea” cantata e suonata interamente da Flea.

Alla fine del 1997, Frusciante è ricoverato in ospedale per abuso di droghe. La band lo va a trovare e lo convince a riprendere in mano la chitarra. John ritorna e registrano in pochi mesi Californication: la seconda vita dei Red Hot e di John Frusciante. Noi rimaniamo in attesa di scrivere la terza parte, oggi che John è di nuovo uscito dal gruppo.

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