RiCiclo ritmico: quando la musica arriva dai bidoni

RiCiclo ritmico: quando la musica arriva dai bidoni

Protagonista è il ritmo. Gli ingredienti? La contaminazione e i secchi dell’immondizia. E scope, pneumatici, oggetti trovati in strada, tutto ciò che fa parte della nostra quotidianità, tutto ciò che produce un suono. Perché per fare musica e creare armonia bastano veramente bastoni e bidoni, lavandini e cassette. Ce lo insegnano numerosi gruppi che “suonano” questi strumenti musicali riciclati, creando suoni in nome dell’eco-sostenibilità e del riuso dei prodotti di scarto. Un tipo di musica non solo intelligente ma soprattutto coinvolgente perché l’energia che si sprigiona dal percuotere questi oggetti spinge gli spettatori a battere le mani e seguire il ritmo.

Precursori di questo spettacolo sono stati gli Stomp, nati più di vent’anni fa ormai – nel ’91 – che sorpresero il pubblico con i loro spettacoli fatti di oggetti di tutti i tipi, passi di tip–tap, di hip hop, atmosfere urbane, scenografie pop e citazioni futuriste. Gli spettacoli degli Stomp hanno girato più di 40 paesi e oramai si sono moltiplicati in 4 compagnie, due fisse e due itineranti; spettacoli sempre più contaminati dalla street art, dalla  danza e dal teatro.

La caratteristica dei gruppi che fanno musica con i bidoni è quella di presentare spettacoli dal ritmo velocissimo, spettacoli contemporanei e metropolitani.

Ma anche quella di lanciare un messaggio importante: creare musica con materiali di recupero. Perché produrre strumenti con gli oggetti di uso comune renderebbe possibile e facile la creazione di laboratori musicali per piccoli e giovani ovunque, anche nelle zone meno ricche.

Sulle orme degli Stomp sono nati in Italia diversi gruppi che fanno questo tipo di musica, bravi quanto i precursori britannici.

Capone & BungtBangt non solo fanno musica a basso impatto ecologico ma insegnano anche come costruire questi strumenti musicali così creativi.

I Bamboo, una band romana nata da un laboratorio di sperimentazione ritmica che fanno suonare oggetti impensabili: acqua, carta vetrata, elettrodomestici, etc.

I Miatralvia, cinque ragazzi emiliani che prendono il nome da un detto nel loro dialetto, “non buttarlo via”, fanno musica con oggetti riciclati quali scope, coperchi, tubi per dare alle cose nuova vita.

Anche gli RCM (Riciclato Circo Musicale) cercano di ridurre gli sprechi e creare musica da oggetti dismessi.

Un mondo il cui valore non è rappresentato solo da l’aiuto ambientale ma soprattutto dalla bellezza e dall’originalità delle sonorità musicali. Un “riciclo ritmico” all’insegna della creatività e della passione musicale.