I riff di chitarra più famosi della storia del rock

I riff di chitarra più famosi della storia del rock

Nel rock la chitarra è uno strumento necessario. Anche se ultimamente le chitarre elettriche stanno cedendo il passo, sostituite da tastiere e sintetizzatori, la sei corde non può sparire, dopo aver dato così tanto a un intero genere.

Prima ancora dei assoli, a farla da padrone, nel rock, è soprattutto il riff. Termine inglese, abbreviazione di “refrain”, il riff è una frase musicale che si ripete, liberamente, lungo tutta la canzone. Nel rock, il riff serve a rendere una canzone riconoscibile all’istante.

Sono innumerevoli i riff che hanno fatto la storia, dagli albori, con Chuck Berry, un autentico artigiano del refrain, fino alle massime espressioni negli anni ’60 e ’70, epoca d’oro dell’hard rock.

Impossibilitati quindi a stilare una classifica dei migliori, vogliamo elencarne i più famosi, potenti e travolgenti che chi ama questo genere musicale non può non riconoscere all’istante. Ascoltiamoli insieme.

Deep Purple – Smoke on the Water

Capolavoro dell’hard rock datato 1973. Alla chitarra c’è il maestro Ritchie Blackmore. È uno dei riff più semplici e accattivanti del genere. Qualunque chitarrista alle prime armi, con una Fender o una Les Paul, non vede l’ora di imparare. Blackmore suona dei bicordi, due note suonate simultaneamente: un tocco elegante che lo rende ancora più espressivo.

Rolling Stones – Start me up

Keith Richards è stato uno dei chitarristi più influenti della musica rock. Soprannominato “l’uomo dei riff“. Il suo modo di suonare, a volte senza plettro, pizzicando le corde con le dita, sembra semplice, ma solo apparentemente. Tanti sono i riff inventati dal musicista inglese: uno dei più geniali rimane quello di Start me up.

Led Zeppelin – Whole lotta love

Degli Zeps ti abbiamo già parlato in questa guida all’ascolto, Jimmy Page non ha certo bisogno di altre presentazioni. Chitarrista virtuoso, tecnico, ma anche espressivo. Ogni pezzo scritto per i Led Zeppelin era frutto di ricerca e di gusto. Whole lotta love è un altro riff che molti musicisti in erba ripetono all’infinito sulle loro chitarre elettriche. Ma nessuno ha il tocco di Page, nell’inconfondibile originale.

 Nirvana – Smells Like Teen Spirit

Croce e delizia della band di Seattle: di tutta la discografia dei Nirvana rimane il loro pezzo più noto. Non è mai piaciuto alla band, anche se l’ha resa famosa nel mondo. Nonostante la loro opinione sul pezzo, il riff iniziale rimane ancora oggi qualcosa di travolgente. 4 accordi eseguiti con rabbia, usando i power chord: bicordi con un intervallo di quinta. Suonati con la distorsione sono detonanti. Cobain, da vero artista, forse fingendo oppure no, ha ammesso candidamente: “era un riff così banale“.

White Stripes – Seven Nation Army

Pubblicato nel 2003 questo riff è diventato un classico da subito. Talmente famoso che è entrato presto anche a far parte di cori sportivi, come quello in occasione dell’Italia vincitrice del mondiale di calcio nel 2006. Realizzato dal bluesman Jack White, di questo pezzo sono state realizzate infinite cover. Dagli Audioslave ai Metallica, da Benny Benassi a Frankie HI-NRG. È il perfetto esempio di riff nel rock: semplice e indimenticabile.

Immagine via Wikimedia