The Smiths, le cinque canzoni fondamentali. Guida per principianti

The Smiths, le cinque canzoni fondamentali. Guida per principianti

A cura di Mauro Tombolini

“And if you have five seconds to spare, then I’ll tell you the story of my life / Sixteen, clumsy and shy / That’s the story of my life.”
“E se puoi sprecare cinque secondi, ti racconterò la storia della mia vita / Sedicenne, goffo e timido / Questa è la storia della mia vita.”

The Smiths, Half A Person

The Smiths è una band inglese che ha avuto una vita breve: solo cinque anni di carriera (1983-1987), 7 album tra studio e compilation e 20 singoli che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della musica e non solo. Una band diversa nell’universo scintillante degli anni ‘80, per il nome, per l’immagine e soprattutto per la musica e i contenuti dei loro testi.

Morrissey e Marr, rispettivamente frontman e autore dei testi e chitarrista e autore della musica, hanno saputo parlare al pubblico come mai nessuna band aveva fatto prima: dietro melodie in apparenza leggere e accattivanti, hanno toccato temi sociali e personali molto delicati.

LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 29: Morrissey performs live on stage at 02 Arena on November 29, 2014 in London, England. (Photo by Jim Dyson/WireImage)

Morrissey in un live a Londra (Photo by Jim Dyson/WireImage)

I testi introversi di Morrissey hanno catturato l’immaginazione di generazioni di giovani che passavano molto del loro tempo chiusi nelle loro camerette e che si ritrovavano completamente nel mondo desolato e solitario che Morrissey tratteggiava nei suoi testi.
Per i fan, l’amore per gli Smiths è stato viscerale e incondizionato. I loro live erano energia pura, un incontro ravvicinato, anche fisico, con Morrissey che mentre cantava agitava un mazzo di gladioli e veniva travolto dagli abbracci.
Gli Smiths non ci sono più da tanti anni ma restano le loro canzoni, brani importanti che sono nell’anima di chi li ama.

Ecco le 5 canzoni degli Smiths che devi assolutamente ascoltare per iniziare a conoscere una band che ha cambiato la vita di tante persone.

There is a light that never goes out
Emerso spontaneamente dall’album che lo conteneva –  The Queen is dead – questo brano è diventato un inno per i fan della band e uno dei loro pezzi più famosi. Probabilmente l’idea dell’amore che aveva in mente Morrissey trasformata in canzone: la felicità in fondo alla rassegnazione.

“If a double-decker bus crashes into us
To die by your side is such a heavenly way to die
And if a 10-ton truck kills the both of us
To die by your side, the pleasure, the privilegeis mine.”

“E se un autobus a due piani
Si schiantasse contro di noi
Morire al tuo fianco
Sarebbe un modo così celestiale per morire
E se un camion di dieci tonnellate
Ci uccidesse entrambi
Morire al tuo fianco
Sarebbe un piacere e privilegio per me”

How soon is now?

Pezzo molto complesso musicalmente, a tal punto che dal vivo Marr non era mai soddisfatto della sua riuscita. Il testo molto personale sembra uno sguardo introspettivo sulla timidezza di Morrissey che gli aveva reso gli anni della giovinezza molto tristi.

“There’s a club if you’d like to go
You could meet somebody who really loves you
So you go and you stand on your own
And you leave on your own
And you go home and you cry
And you want to die”

“C’è un club, se vuoi andarci
Lì potresti incontrare qualcuno che ti ama veramente
E quindi ci vai, e te ne stai in disparte
E te ne vai via da solo
E torni a casa e piangi
E hai voglia di morire”

This charming man

Se nel mondo della musica indie esiste un equivalente per riempire le piste da ballo, questo è This charming man.
Il testo descrive un incontro romantico casuale, in seguito ad una ruota della bicicletta forata. Sembra poi che non succeda nulla perché il protagonista non ha abiti adatti per accettare l’invito ad uscire; la chiave sarcastica usata da Morrissey rende leggero il pezzo per descrivere la solitudine e l’amore non corrisposto.

“I would go out tonight, but I haven’t got a stitch to wear / This man said, ‘It’s gruesome that someone so handsome should care.’”

“Stasera vorrei uscire non ho nulla di adatto da indossare/ E quest’uomo mi ha detto: È crudele che uno così bello debba preoccuparsene”

The headmaster ritual

Il brano apre Meat is Murder, secondo album della band, è uno dei pezzi in cui Morrissey racconta gli anni difficili del suo periodo scolastico. Tutta la rabbia del testo è indirizzata ai vecchi professori che usavano metodi militareschi e violenti con gli studenti. Testo e musica creano un’energia che colpisce come un pugno in faccia.

“Sir thwacks you on the knees
Knees you in the groin
Elbows in the face
Bruises bigger than dinner plates
I want to go home
I don’t want to stay”

“Il signor Preside ti picchia sulle ginocchia
Ti dà ginocchiate nell’inguine
Gomitate in faccia
Lividi più grandi di piatti piani
Voglio andare a casa
Non voglio stare qui”

Hand in Glove

Il pezzo con cui gli Smiths si sono presentati al mondo, il loro primo singolo.
Una storia d’amore ideale, distrutta dal pessimismo del protagonista; tema del testo è la solitudine, una solitudine assoluta che tornerà spesso nei testi di Morrissey.
Con questo stesso pezzo gli Smiths salutarono per sempre il loro pubblico usandolo come chiusura per il loro ultimo concerto il 12 dicembre 1986.

“For the Good Life is out there somewhere
So stay on my arm, you little charmer
But I know my luck too well
Yes, I know my luck too well
And I’ll probably never see you again”

“Per la buona vita che è là fuori da qualche parte
Resta al mio fianco, piccola meraviglia
Ma conosco la mia sorte troppo bene
Sì, conosco la mia sorte troppo bene
E probabilmente non ti rivedrò mai più”

Immagini: Getty Images