La storia del tango, il

La storia del tango, il "pensiero triste che si balla"

Verrà fuori il sospetto o la certezza che la vera poesia del nostro tempo non si trova in “La urna” di Banchs o in “Luz de provincia” di Mastronardi, bensì nei brani imperfetti e umani che sono conservati come piccoli tesori in “El alma que canta“.

Così, lo scrittore Borges presagiva le sorti della poesia argentina nel suo saggio su Evaristo Carriego. Alle poesie dei letterati argentini di inizio Novecento, Borges paragonava il primo canzoniere argentino dedicato al tango. L’anima che canta. Pubblicato—come vedremo non a caso—da un ragazzo di origini italiane.

La diffusione popolare del ballo e la dignità poetica dei testi delle canzoni hanno fatto la fortuna del tango. A livello mondiale. Ma come definire il tango? un ballo? una musica? una poesia? Tutte queste cose insieme.

L’origine del tango

Nessuno sa con certezza quale sia l’origine del nome. Tango verrebbe dal latino “tangere”, di cui è la prima persona dell’indicativo presente. “Io tocco”. Prima di analizzare nel dettaglio le sue declinazioni nella musica e nella danza è bene precisare che il tango è prima di tutto un genere musicale urbano.

Sono le trasformazioni delle città a metà dell’Ottocento, con la creazione di nuove classi sociali e l’individuazione di nuovi bisogni, che contribuiscono alla sua formazione. In particolare, sulle sponde del Rio de la Plata, Buenos Aires e Montevideo devono far fronte a una grande espansione demografica e urbanistica. Tantissimi gli emigranti italiani e spagnoliAstor Piazzolla, uno dei musicisti argentini più famosi di sempre, aveva ad esempio i nonni italiani, pugliesi e toscani.

Il tango è l’espressione artistica di questo cosmopolitismo. E proprio per questo, viene inizialmente mal visto, perché contrario agli spiriti nazionali. I nuovi arrivati portano anche diversi bagagli artistici. Come l’opera lirica o la canzone napoletana. Il tango, come ha scritto Nicola Corona:

È il genere urbano per eccellenza, essendo nato e cresciuto quasi esclusivamente all’interno di Buenos Aires (e in misura minore a Montevideo), quasi fagocitando, per così dire, le preesistenti tradizioni musicali della Pampa argentina e recependo i contributi della Habanera [di Cuba], del Candombe [dell’Uruguay], della Milonga campera e ciudadana proveniente dal Nuovo Mondo, e del tango andaluso, dell’Opera italiana, della Canzone napoletana ecc. come lascito della Vecchia Europa.

La diffusione del tango

Sono le prime registrazioni sui 78 giri, agli inizi del Novecento, a diffondere questo genere musicale, nei paesi di lingua spagnola. Fondamentale, sempre in quegli anni, è il ruolo della radio. Se i dischi se li possono permettere solo i borghesi, la radio è più democratica, più pop.

Tra i cantanti più amati allora ci sono Carlos Gardel, Carlos José Perez, Angel Vargas, Edmundo Rivero e Tita Merello soltanto per citarne alcuni. Dopo la radio è il cinema, un decennio più tardi, a dare la spinta propulsiva al tango. Con la produzione di film, che da noi sarebbero stati chiamati “musicarelli“, dedicati al genere.

I testi del tango

Gli argomenti dei tanghi ruotano intorno alle passioni e alla sensualità. Riflettono tutte le sfumature che queste due macro-categorie comprendono. Dal tradimento alla nostalgia, dalla gelosia allo spaesamento.

Horacio Salas ha scritto nel suo importante contributo alla storia del genere, oggi purtroppo difficile da trovare:

Nella storia dei poeti del tango, ogni grande nome ha lasciato un segno, un contributo. Pascual Contursi è il punto di partenza del tema dell’abbandono e dell’amore non corrisposto. Celestino Flores rappresenta la contrapposizione tra la vita dell’alta borghesia e la morale degli umili. Enrique Cadícamo descrive la vita del cabaret. Homero Manzi incarna la nostalgia del quartiere, i paesaggi di Buenos Aires. Cátulo Castillo si abbandona alle rievocazioni, all’alcool…

Il ruolo degli emigranti italiani è stato fondamentale nella formazione di un immaginario e un patrimonio collettivi. Gli italiani, quando arrivano in Argentina, vivono sulla loro pelle l’angoscia, il fallimento e l’emarginazione. E così lo mettono in musica, in parole, cantando il loro dolore per il paese lontano.

Prendiamo ancora una volta in prestito le parole di Borges. I testi del tango “formano una vasta e sconnessa Commedia umana della vita di Buenos Aires.”

Ballare il tango

“Il tango”, come ha detto Enrique Santos Discépolo: “è un pensiero triste che si balla”. Visceralmente collegato alla musica. Alla fine dell’Ottocento, in quel periodo che gli storici del tango definiscono della Vecchia Guardia, questo veniva ballato soprattutto in strada. Spesso tra uomini.

La danza veniva eseguita da due compadritos. Dei “guappi dei quartieri marginali che ballavano per dimostrare la propria abilità e talvolta per obbligare il compagno a indietreggiare”. Sul sito Passione argentina puoi trovare alcune immagini rarissime di questi tanghi in strada.

Tra i locali dove si ballava c’erano i cortili dei conventillos, nei peringundín e anche nei bordelli. Oggi i luoghi dove si ritrovano i ballerini di tango vengono chiamati milonghe.

Il tango è un ballo che si basa sull’improvvisazione. Ci sono però alcune regole che ne limitano la libertà delle mosse. La comunicazione tra i ballerini avviene attraverso un linguaggio che è puramente corporeo. Tanti sono gli stili che i ballerini scelgono di ballare. Scelti in base alle preferenze per un maestro o per un altro. Tra i ballerini più importanti da ricordare ci sono Miguel Balmaceda, Carlos Gavito, Antonio Todaro e Miguel Zotto.

Per approfondire: consigliamo la lettura di due libri. Tango. Soria dell’amore per un ballo di Robert Farris Thompson e Tango di Horacio Salas. Entrambi i testi andranno consultati in biblioteca perché fuori catalogo. Per una lettura più agevole (ma non in italiano) dai un’occhiata al sito todotango, ricchissimo di informazioni. Si ringrazia, per la stesura dell’articolo, Nicola Corona, le cui lezioni dedicate al tango e alla canzone napoletana sono reperibili, in formato libresco, inviando una mail ad almalatina1917@gmail.com. Su questi due motori di ricerca trovi alcune milonghe a Roma e Milano.

Immagine di copertina di guy masavi