The Who: guida all'ascolto

The Who: guida all'ascolto

Fra le band che hanno segnato di più lo sviluppo del rock dopo l’avvento di Beatles e Rolling Stones, ci sono sicuramente anche i The Who. Questa gloriosa band inglese, infatti, non ha solo composto alcune delle canzoni più famose, ma ha anche contagiato in modo netto band successive, come ad esempio i Pearl Jam.

La band si formò nel 1962, come quasi tutte le band dell’epoca, ovvero quasi casualmente. Pete Townshend (futura chitarra solista, e autore della maggior parte dei brani) era un amico d’infanzia di John Entwistle (futuro basso elettrico): e quando quest’ultimo venne chiamato da Roger Daltrey (futura voce) a far parte della band che aveva messo su con il batterista Keith Moon, e a includere anche Townshend nel progetto, il gruppo che nei successivi 14 anni avrebbe gettato le basi per uno dei maggiori successi del rock era praticamente nato.

In realtà negli oltre oltre 50 anni di carriera, altalenandosi fra periodi di stallo e scioglimenti, i membri di passaggio della band sono stati molti, ma il nucleo iniziale è quello che fondamentalmente ha fatto la storia.

Fin da subito l’esordio è stato netto e incisivo, il primo album dei The Who, My Generation, contiene uno degli inni generazionali che hanno fatto la storia degli anni Sessanta.

Con i tre album successivi—A Quick OneThe Who Sell Out, Tommyi The Who conquistarono una stabile base di fan a livello internazionale, e con Who’s Next , del 1971, raggiunsero un successo di pubblico planetario. Presentando un’altra traccia rimasta nella storia della musica rock: Baba O’Reilly.

A questo punto, ormai rodati dal successo, la band riuscì a stigmatizzare il proprio stile, lavorando ad un progetto che nel tempo si sarebbe rivelato una vera pietra miliareQuadrophenia, infatti, è probabilmente il disco più famoso dei The Who, quello che solitamente viene maggiormente ricordato. Con lo stesso titolo, poi, grazie all’apprezzamento ottenuto, fu girato un film, diventato poi un vero e proprio cult, sullo sviluppo della sottocultura mod in Inghilterra.

Dopo questo periodo, forse il più creativo di sempre, il percorso della band entra a far giustamente parte della storia della musica e si assesta. Nei successivi anni, nonostante le varie pause e i cambi di formazione, vengono pubblicati altri cinque album. L’ultimo dei quali, Endless Wire, pubblicato nel 2006, a più di 40 anni dal primo.

Immagini: Copertina