Il tritono: quando nella musica c'è la

Il tritono: quando nella musica c'è la "mano del diavolo"

Nella storia della musica le autorità ecclesiastiche hanno più volte censurato o messo al bando alcuni generi musicali. Durante il Rinascimento, ad esempio, i calvinisti limitarono la musica polifonica per incentivare il ritorno a forme musicali più conservatrici. Nel 1701, poi, Papa Clemente XI condannò la musica operistica, perché considerata frivola e corrotta. Ma la censura più famosa della musica riguarda il tritono, l’intervallo del Diavolo.

Anche noto come Diabulus in musica, il tritono è un intervallo fra due note che produce uno straniamento uditivo nell’ascoltatore. E che, secondo la leggenda, fu bandito dalla Chiesa perché si riteneva fosse stato composto dal diavolo in persona.

Cos’è effettivamente il tritono

Nella pratica il Diabulus in musica è un intervallo di tre toni fra una nota e l’altra. In teoria musicale viene definito “intervallo di quarta aumentata” oppure “intervallo di quinta diminuita“.

Il punto, però, è che questo intervallo—per ragioni tecniche legate alla percezione delle ottave e delle mezze ottave da parte dell’orecchio umano—crea un’illusione sonora. Il paradosso del tritono, come l’ha definito Diana Deutsch.

Se l’orecchio umano ascolta una ripetizione ciclica di due suoni di tipo Shepard separati da un tritono, dopo un po’ non riesce più a distinguere se la sequenza dei suoni è ascendente o discendente. Queste note, insomma, “ingannano” la percezione umana. E probabilmente fu proprio questo suono confondente, che spinse il monaco cristiano—e teorico della musicaGuido D’Arezzo a giudicare questo intervallo in tre toni un’eresia. A lui, infatti, è attribuita la frase “mi contra fa est diabolus in musica“, che ha dato vita al mito del tritono.

Divieto o leggenda?

In realtà i reali motivi che portarono gli ecclesiastici medievali a bandire il tritono sono ancora oggi oggetto di speculazione.  Secondo le ricostruzioni di alcuni, la credenza secondo cui la Chiesa bandì questo intervallo musicale è soltanto un mito. Non ci sarebbe alcuna concezione del tritono come “suono del male“, ma solo la presa di coscienza da parte dei teorici musicali che questo intervallo fosse imperfetto, dal punto di vista tecnico, per la composizione di brani adatti all’orecchio umano.

Con la sua famosa frase, quindi, Guido D’Arezzo avrebbe semplicemente voluto invitare i compositori a evitare di utilizzare il tritono nei loro lavori. Più come monito tecnico, che non religioso. Nel sistema musicale medievale, l’armonia dei suoni era l’obiettivo massimo dei teorici della musica. E una costruzione dissonante come il tritono, quindi, non era adatta alla scuola di pensiero dell’epoca.

I musicisti che ne hanno fatto uso

Ciò nonostante, il mito del Diabulus in musica si è propagato per molto tempo. E sono stati moltissimi i grandi musicisti che lo hanno utilizzato nei loro componimenti. Spesso proprio perché avvolto da un’aura di mistero. Da Monteverdi, a Beethoven, fino a Liszt.

Ma anche nella musica leggera molti musicisti si sono serviti del tritono. Come ad esempio Nick Cave: che nel brano The Carny utilizza questo intervallo in modo sapiente, per creare un’atmosfera straniante e quasi onirica.

Un altro brano rock famoso per l’utilizzo del Diabulus in musica è Black Sabbath, dell’omonima band. L’intervallo in tre toni si può ascoltare nel riff di apertura. Il gruppo ha dichiarato che non era a conoscenza della sua “storia“, quando il bassista Geezer Butler compose l’arrangiamento del pezzo: ma il loro brano ha comunque contribuito a rendere ancora più nota la storia del Diabulus in musica.

Ma, in realtà, era già ricomparso nella musica pop. In uno dei brani più famosi del musical West Side Story, “Maria”, il coro che accompagna il canto è interamente costruito su un tritono. Una scelta molto particolare per una canzone d’amore.

Alcuni autori, poi, si sono divertiti a inserire il tritono anche in brani pensati per l’intrattenimento televisivo. Il tema strumentale composto nel 1989 da Danny Elfman per la sigla dei Simpson, infatti, è costruito sul Diabulus in musica. Precisamente il compositore ha utilizzato il tritono nei giri di basso che accompagnano la melodia.

Immagini: Copertina