Yann Tiersen, guida per principianti

Yann Tiersen, guida per principianti

Sempre più musicisti di formazione classica si stanno avvicinando al cinema prestando il loro genio al servizio della “settima arte”. Uno dei primi e più alti esempi che ci viene in mente è sicuramente quello del maestro Ennio Morricone, musicista sopraffino che ha realizzato alcune tra le più belle colonne sonore della storia del cinema.

Seguendo il suo modello molti sono sono stati i colleghi altrettanto talentuosi che hanno lavorato nel campo cinematografico. Uno di questi è sicuramente Yann Tiersen. Come spesso succede in questi casi però i “suoi film” rischiano di essere più famosi del suo nome, per questo abbiamo pensato di realizzare una breve guida per conoscere un po’ meglio questo interessante artista francese.

La vita

Yann Pierre nasce in Bretagna nel 1970. Per la precisione a Brest, prima di trasferirsi a Parigi e studiare musica classica nelle più prestigiose accademie francesi. Era un enfant prodige sia nel piano che nel violino. Studia non solo a Parigi ma anche a Rennes e a Nantes. La sua carriera era segnata, doveva diventare un direttore d’orchestra, ma come spesso succede nel periodo giovanile è difficile tenere a bada la passione per il rock. “Ho iniziato con il post-punk, Stooges e Joy Division mi hanno insegnato, da ragazzo, che quel che conta non è la tecnica.” Insieme a un gruppo di amici mette su una band e parallelamente ai suoi studi accademici si diletta a sperimentare su questo genere. La rivoluzione comincia quando inizia a collaborare alla colonna sonora di due cortometraggi.

Ascolto

Lo stile di Yann è minimale, la sua chiara ispirazione è, oltre a quella di Philip Glass, Erik Satie. Le sue composizioni sono delicate, ma soltanto apparentemente semplici. Molti suoi brani raggiungono soluzioni moderne ed estroverse.

L’album che decreterà il successo del compositore in tutta la Francia è Le Phare. Il nome dell’album si rifà al faro dell’Ile de Ouessant, al largo della costa bretone. Lì inizierà a comporre il disco trovando l’ispirazione perfetta tra le onde della notte e i fasci di luce che le illuminano.

Ma è con la colonna sonora di “Il favoloso mondo di Amélie” che Yann viene riconosciuto in tutto il mondo. Il regista del film, Jean-Pierre Jeunet, lo ascolta per caso in radio e se ne innamora. L’opera che Yann realizza non è una “semplice” colonna sonora, ma una protagonista del film: accompagna praticamente ogni scena. L’album vende oltre 200mila copie in Francia e raggiunge milioni di spettatori in tutto il mondo.

Due anni dopo, nel 2003, incide un’altra straordinaria colonna sonora, quella per il film di Wolfgang Becker: “Goodbye, Lenin”. I diciotto pezzi scritti da Yann vengono creati sulla base delle suggestioni suscitate dalle immagini del film. L’opera vince numerosi premi tra cui il prestigiosoVictoires de la musique”.

Immagine via Flickr