Entro il 2050 le città sulle coste potrebbero finire sott'acqua

Entro il 2050 le città sulle coste potrebbero finire sott'acqua

La questione ambientale è al vertice dei nostri interessi, ti sarai sicuramente accorto leggendo queste pagine, quanto l’argomento ci stia a cuore. Le conseguenze del riscaldamento globale non sono più soltanto previsioni di un futuro “lontano” (che in fondo non ci tocca). Le conseguenze sono già qui: basta vedere, solo per fare qualche triste esempio, come questo sta trasformando il paesaggio della Mongolia e quello dell’Antartide.

50 anni fa i ghiacciai del Polo nord coprivano il doppio della superficie di oggi. I valori lì raggiungono quasi i 18°C, una temperatura che è un pessimo record. Queste conseguenze sarebbero devastanti anche per il resto del pianeta, non soltanto per quella zona di ghiaccio circoscritta.

La riduzione di ghiaccio distrugge gli ecosistemi marini e mette in serio pericolo le nostre città costiere. Secondo una statistica (per ora soltanto teorica) se l’Antartide si sciogliesse del tutto il livello del mare aumenterebbe di 70 metri. Per fortuna la situazione non è ancora così grave, qualcosa si può ancora fare, ma c’è bisogno di un drastico cambio di marcia.

Entro il 2050, secondo quanto riportato da un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports i livelli del mare si alzerebbero dai dieci ai venti centimetri. Le vecchie previsioni, già nefaste, si stanno rivelando sorprendentemente più gravi. Secondo le più recenti simulazioni il livello del mare sarebbe raddoppiato.

livello del mare new york riscaldamento globale

Le conseguenze per città come Vancouver, Londra e New York sarebbero a dir poco disastrose. Se ti sembrano pochi dieci centimetri, devi sapere che soltanto cinque basterebbero per inondare estese aree tropicali e altri dieci per sommergere una città come Seattle.

Per fortuna alcune città si stanno attrezzando per proteggere le proprie coste, come New York che sta costruendo delle barriere protettive anti-inondazione, così come sta succedendo in Canada.

Purtroppo soltanto adesso ci stiamo trovando a fronteggiare urgentemente questo problema: “Per molti anni, quando abbiamo affrontato il problema dello scioglimento dei ghiacciai, abbiamo rivolto gli occhi all’oceano e non alla terra”. E ora dobbiamo accelerare il passo.

È quello che ha detto il professor Vitousek dell’università dell’Illinois, uno dei principali autori dello studio sopra citato: “Dovremmo davvero iniziare a pensare a come ridurre le emissioni e cercare di capire come rimuovere attivamente la CO2 dall’atmosfera”. Altrimenti saremo costretti a prendere città come New York e “spostarle di peso” lontane dalla costa.

Immagini via Flickr | Copertina | 1