L'Agar Art, le opere d'arte fatte con i batteri

L'Agar Art, le opere d'arte fatte con i batteri

Dallo scorso secolo, l’Arte ci ha abituati praticamente a tutto: orinatoi, tele completamente bianche o strappate. Tutto sembra essere stato sdoganato. Non c’è più bisogno di usare i soliti pennelli o la tela, si è liberi di adoperare qualsiasi materiale. Ma stupirsi è ancora possibile.

La Società Americana di Microbiologia, ad esempio, ha indetto un concorso senza precedenti. La competizione, dal titolo “Agar Art“, ha coinvolto microbiologi da tutte le parti del mondo.

Per partecipare alla gara bisognava inviare un’opera originale creata su una piastra di Petri, il recipiente di plastica o vetro dove vengono conservati i terreni di coltura e l’agar liquido. Proprio da quest’ultimo, un polisaccaride usato come gelificante naturale, prende il nome la competizione.

Gli scienziati sono stati liberi di scegliere il proprio tema e i batteri da usare. Hanno “dipinto” farfalle, mappe, teschi, paesaggi, lische di pesce ecc. C’è stato anche qualcuno che è riuscito a riprodurre, con cinque piastre di Petri, accostate l’una all’altra, “La notte stellata“, il famoso quadro di van Gogh. Alcuni scienziati hanno usato batteri che sotto una certa luce e a certe condizioni emettono colori fluorescenti; oppure batteri che sviluppano autonomamente una ramificazione o tentacoli simili a quelli delle meduse.

I partecipanti alla competizione sono stati più di 80. Alla fine i vincitori sono stati quattro, i primi tre eletti dalla Società Americana di Microbiologia, il quarto invece è stato scelto dalla rete, attraverso i like di Facebook. Il primo premio è andato a Mehmet Berkmen e Maria Penil per l’opera “Neuroni“, che puoi vedere subito qui sotto. È stata realizzata con i batteri “Nesterenkonia”, “Deinococcus” e “Sphingomonas”.

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Immagini via Facebook