Ad Alessandria d'Egitto è stato ritrovato un sarcofago di duemila anni ancora sigillato

Ad Alessandria d'Egitto è stato ritrovato un sarcofago di duemila anni ancora sigillato

Gli appassionati di egittologia si sono scatenati e ne hanno un motivo più che valido. Ad Alessandria d’Egitto, l’antica città portuale battezzata dall’omonimo re macedone Alessandro Magno, è stata rinvenuta una tomba misteriosa.

Durante i lavori di costruzione di un edificio nei pressi della città, gli operai hanno scoperto, a cinque metri di profondità, un gigantesco sarcofago. È lungo 265 cm, alto 185, largo 165, e pesa la bellezza di 30 tonnellate.

Il coperchio del sarcofago è ancora intatto, sigillato. A confermarlo sono state le autorità egiziane: “la presenza di uno spesso strato di malta, posto tra il coperchio e il corpo presumibilmente contenuto nella bara, suggerisce che questa sia stata sigillata 2000 anni e fa e mai aperta”. Nella tomba è stata rintracciata anche una testa di alabastro in cattive condizioni. Da questa non si può risalire all’identità del proprietario del sepolcro, che quasi certamente rappresenterebbe. Ma di chi si tratta?

Alessandro, Cleopatra, Ramses: chi è il proprietario della tomba?

A diffondere la straordinaria notizia è stato il Ministero dell’antichità egiziano, avvertito subito della felice scoperta. Gli archeologi di tutto il mondo ovviamente sono in fibrillazione per questo ritrovamento, e così anche i semplici appassionati. Alla diffusione della notizia, come ha riportato Declan Walsh sul New York Times, hanno iniziato a circolare le prime ipotesi. Anche se prive di fondamento. Ma si sa, in questi casi, sognare non costa nulla.

C’è chi ha tirato in ballo premonizioni catastrofiche, come questo utente twitter—quelle non mancano mai. Zahi Hawass, egittologo—noto anche per le sue stravaganze alla Indiana Jones—ha detto al Telegraph che potrebbe trattarsi della tomba di Alessandro Magno.

Mustafa Waziri, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, ha detto di aver ricevuto tantissime telefonate dal giorno dell’annuncio della scoperta. Le persone, più o meno preparate, sono convinte che la tomba contenga Alessandro, Cleopatra o addirittura Ramses. Waziri ha però così chiosato: “Non sanno di cosa parlano”.

Un’ipotesi più realistica

Con ogni probabilità, anche se non si avrà la certezza fino a quando il coperchio non verrà aperto, si tratterebbe di un sepolcro costruito per ospitare un alto dignitario d’epoca Tolemaica. Periodo storico che secondo gli studiosi inizia dopo la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. e dura tre secoli circa.

Il professor Waziri ha dichiarato che solo quest’anno, insieme ad alcuni team di archeologi, ha portato alla luce altri 10 sarcofagi sigillati, a sud del Cairo. Alcuni contenevano mummie, altri perle, amuleti o statuette religiose. Per questo motivo è molto cauto: “Potrebbe non essere niente di speciale, lo sapremo solo quando lo apriremo”.

Se troviamo un’iscrizione sarà ottimo. Se troviamo il proprietario ancora meglio. Ma non tiriamo a indovinare: l’archeologia si basa su prove.

L’attesa dell’apertura della tomba

Gli archeologi, per comprendere l’identità del defunto, sperano di trovare nella bara, oltre a una mummia, anche alcuni oggetti. Indispensabili in queste circostanze per identificare il ruolo che rivestiva in vita.

Vista la mole del sarcofago—il più grande di questo tipo mai trovato nella città egiziana—i tempi di apertura saranno molto lunghi. Il solo coperchio si stima pesi circa 15 tonnellate. Una bara del genere richiede interventi preliminari, non potendo essere trasportata all’interno di un museo per essere aperta. Gli archeologi dovranno intervenire sul luogo. Alla sua apertura, prontamente, dovranno intervenire gli esperti di imbalsamazione e restauro, per preservare i resti che si troveranno davanti, esposti all’aria per la prima volta dopo due millenni.

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