Respirare l'aria di Pechino equivale a fumare 40 sigarette al giorno

Respirare l'aria di Pechino equivale a fumare 40 sigarette al giorno

L’alto tasso di inquinamento atmosferico è uno dei più grandi problemi che il mondo deve risolvere. Non è un problema locale, ma una questione che coinvolge tutti noi, e quello che sta succedendo in Cina deve farci riflettere.

Secondo nuove ricerche condotte dalla Berkeley Earth, l’inquinamento atmosferico cinese sta raggiungendo dei livelli incredibili.

I dati provengono da 1500 stazioni di monitoraggio sparse per tutto il Paese. Il problema dello smog è particolarmente grave nella parte orientale, in cui si trova Pechino. Respirare l’aria della capitale equivale a fumare 40 sigarette in un giorno.

Gli esperti cercano da anni di far fronte a questo problema, ma fino adesso le stime erano vaghe, basandosi su dati registrati dai satelliti.

Per migliorare la situazione, nel 2012 il governo ha costruito stazioni di monitoraggio dell’aria in tutto il Paese che riportano dati ogni ora, registrando minime variazioni.

Grazie a queste strutture si è scoperto che il particolato presente nell’aria di Pechino misura un diametro di 2,5 micron: è molto pericoloso perché può penetrare in profondità nei polmoni e procurare asma, attacchi di cuore e cancro ai polmoni.

Il 38% della popolazione cinese, secondo un rapporto dell’EPA, l’Environment Protection Agency degli Stati Uniti, respira aria malsana.

Gran parte dello smog arriva dalle zone industriali, dove sono presenti centrali elettriche che bruciano carbone. Una delle soluzioni al problema secondo Elizabeth Muller, direttrice esecutiva di Berkeley Earth, sarebbe quella di commutare il carbone in gas naturale.

Ma se l’inquinamento di Pechino nasce a 300 chilometri di distanza, come riusciranno a risolverlo in tempo per le Olimpiadi del 2022?

Immagine via Flickr